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Cartari - Il Flavio intorno a i Fasti volgari - 1553

(letteratura - Ovidio - cinquecentine) CARTARI VINCENZO. Il Flavio intorno a i Fasti volgari. In Vinegia, appresso Gualtero Scotto, 1553.

Cm. 14,5, pp. (24) 438 + 1 c.b. Bel marchio tip. al frontespizio raffigurante Minerva e Mercurio; alcuni graziosi capilettera xil. Testo in elegante corsivo. Legatura antica (ma posteriore) in piena pergamena rigida con tassello rimaneggiato al dorso. Trascurabili tracce d'uso alla legatura, lievi segni di umidità (marginali nelle primissime carte e carte legegrmente ondulate nella parte finale del volume), peraltro buon esemplare. Vincenzo Cartari (1531 ca. - post 1569), letterato di Reggio Emilia fu attivo a Ferrara alla corte di Ippolito II d'Este e quindi al servizio della diplomazia pontificia di papa Paolo IV (a questo proposito va menzionata la missione in Francia del 1561-63). Quest'opera, segue la traduzione in volgare dei Fasti di Ovidio e raccoglie il commento critico all'opera. "Il testo è stato articolato in tre libri sotto forma di dialogo tra i dotti giovani Flavio e Licinio da una parte ed il loro coetaneo Erotimo, ignorante di lettere classiche ma ad esse vivamente interessato, dall'altra. Nella prefazione (l'opera è dedicata ancora al Rondanelli) il C. difende apertamente il principio dell'utilità delle traduzioni, che consentono anche agli indotti di apprezzare opere universalmente famose. Alle critiche di coloro che l'avevano rimproverato per aver tradotto i Fasti in "stile basso" ed in versi sciolti, anziché in terzine, il C. ribatte che l'opera di Ovidio, scritta in distici elegiaci, è appunto un esempio di "stile basso", mentre la terza rima, come insegna Dante, deve essere riservata agli argomenti gravi. Al di là dell'autodifesa stilistica, che fa dunque intravvedere l'impatto della versione dei Fasti nel microcosmo culturale ferrarese dell'epoca, il Flavio rappresenta il frutto migliore della notevole fatica sostenuta dal giovane C. intorno al testo ovidiano. Non vi si dovrà naturalmente cercare una analisi filologica, ma se ne potranno apprezzare la quantità davvero cospicua di conoscenze antiquarie e l'esposizione dettagliata e puntuale di riti, leggende e costumi dell'antica Roma." (cfr. la voce C. scritta da Marco Palma in Dizionario Biografico degli Italiani, XX). Così Tiraboschi (Storia della Letteratura italiana, 1824, VII, p. 45): "Il Flavio, ove di molte cose ragiona appartenenti alle divinità favolose; libro rarissimo, di cui ha copia questa Biblioteca Estense". Non comune prima edizione. Cfr. anche Iccu. (S128) € 550 Richiedi disponibilitą »

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