Home arrow Manoscritti arrow Conclavi XVI sec.

Conclavi XVI sec.

E-mail

Conclavi di Pio V, Gregorio XIII, Sisto V. Bibliotecae Domini Francisci Mariae de Orsinis.

Manoscritto cartaceo; cart. sec. XVI (non datato, ma fine Cinquecento, dopo il 1585), mm. 190 x 135, cc. (104) nn. Grafia ben leggibile; autografo “De Orsinis” posto in fine. Affascinante leg. antica in cart. alla rustica con due fascie di perg. al dorso e spaghi di cucitura di tipo archivistico, titoli ms. Bell’esemplare, fresco e marginoso. L’opera, probabilmente da considerarsi anonima, è manoscritta da Francesco Maria Orsini che, almeno teoricamente, potrebbe anche esserne l’autore; la famiglia Orsini fu infatti sempre al centro della politica ecclesiastica ed anneverò pontefici e numerosi cardinali. L’opera, caratterizzata da forte contenuto politico, è scritta in prima persona in modo tale da far costantemente trapelare la conoscenza “interna” delle vicende ecclesiastiche. Così recita l’esordio: “Conclave di Papa Pio V. Non è meraviglia, che di quanto si è operato nel conclave de cardinali, cosi intorno alla creatione del Papa, come nelle contradditioni che furono fatte a molti cardinali, se ne oda ragionar cosi diversamente, perciò che essendo questa un’attione, nella quale molti hanno havuto a convenire insieme, et haver parte misurando ogni uno quello che tocca a se, qualunque ella si sia, o con poca cognitione, o con molto affetto, senza considerare la differenza, che è da cagione, che però troppo è stata grandissima, si è creduto di esser stato principale istromento d’essa: ma io, che me ne sono trovato privo d’ogni passione d’interesse, ho pensato di scrivere su quello, che è stato pubblicato là dentro, e che fu inanzi agli occhi di ciascheduno ma … sia avvenuto, che quelli che parevano più vicini al Pontificato siano restati a dietro e quelli che parevano di speranze deboli l’habbiano conseguito. Benche per tale avvenimento, si è manifestamente potuto conoscere la creatione del Pontefice esser solamente da Dio, poiche per altra cagione non pareva, che la parte più potente e maggiore dovesse condescendere alla vogla della minore, anche la minore, con tanto che prevalesse in alcune parti più importanti e necessarie, non potesse ottener quello, che principalmente havea disegnato, e dessideravano, di maniera che non è meraviglia, che si veda in loro la scontentezza, che artificiosamente ricuoprono, essendovi stato qualche uno che mosso dall’odio o acciecato dall’ambitione correva a manifesti pericoli, facendo più stima di vincere una ben piccola gara in quel punto e di tentare una piccola speranza, che gli fosse offerta, che di quanto utile havesse pottuto apportare o al pubblico o al privato, operando discretamente e con prudente zelo e religione. Dico dunque restringendo alla sostanza, che in esso conclave, dove fu creato Pio V, il numero de Cardinali passava cinquanta di modo che molti si diedero a credere che già cosi gran numero d’oppinioni dovesse quasi di necessità nascere non piccola confusione, e conseguentemente l’elezzione dovere andare in lungo, giudicandosi che difficilmente potessero convenire insieme tanti pareri, o la maggior parte, prima che il tempo non li avesse ben macerati, il che come ha mostrato l’esperienza non è stato vero, perché in quanti conclavi sono stati fino ad ora, i Papi sono stati creati da capi delle Sette, seguitandosi l’altri cardinali o per obbligo o per interesse, o vero per haver maggiori forze congiunti, che restando soli, non avendo lo scrutinio servito in quei tempi se non per nome, come si deve credere, che non farà ancora per l’avvenire, se non si muta ordine nell’eleggere da che si è cognosciuto, che la lunghezza e brevità del conclave nasce non dal numero, ma dall’ostinatione de cardinali, o dal giudizio e presta risolutione di quello che sono capi. In questo conclave non hanno avuto havuta parte ne’ autortà alcuna l’Imperatore, il Re di Francia, né quello di Spagna… ” [prosegue dedicando giudizi politici sulla scarsa autorità, nello specifico contesto, di Imperatore, re di Francia e di Spagna]. I conclavi vengono lucidamente descritti attraverso l’interpretazione degli accordi segreti fra cardinali, appoggi favoriti o negati a seconda del momento; i principali protagonisti del Cinquecento politico italiano sono menzionati dall’A. che ne delinea motivazioni, azioni diplomatiche e caratteristiche personali. Di grande interesse infine è la presenza di un “Discorso fatto sotto l’anno 1580 sopra l’elettione del nuovo pontefice”, un coccodrillo che anticipava di ben cinque anni il conclave che portò all’elezione di Sisto V, successore di Gregorio XIII. (Non disponibile)

conclavi

 
< Prec.   Pros. >

AREA EDITORIALE
Roberto Ridolfi - Bibliografia
 
NOTIZIE UTILI
Advertisement