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(economia) MAFFEI SCIPIONE. Dell'impiego del denaro, libri tre. In Verona, presso Giannalberto Tumermani
nella Via delle Foggie, 1744.
Cm. 23, pp. viiii (2), ix-xxii (2); 332. Vignetta
incisa in rame al front. (dis. Antonio Balestra da Hylbrouck), testatine e
finalini xil. Legatura del tempo in mezza pelle con titoli su tass., fregi e
filetti in oro, ampie punte. Macchiette limitate alla carta decoorata dei
piatti. Sguardie assenti. Ottimo esemplare, fresco e ad ampi margini. Scipione Maffei (1675-1755), erudito e
letterato veronese, fu autore assai poliedrico. Scrisse opere di letteratura, teatro,
storia locale veronese, scienza cavalleresca, magia, teologia ed infine
economia. Questo importante saggio ruota intorno al tema dell'usura. Maffei,
condizionato dalla visione liberista circolante nei paesi del centro-nord
Europa, si dichiarò favorevole a dichiarare lecito un moderato interesse sui
prestiti. "Nulla era più benefico per un popolo che un'ampia circolazione del
denaro: «Gran male adunque fa chi cerca difficoltare al sommo l'uso del dare
con discrete condizioni a interesse, perché, con questo, moneta infinita nelle
casse de' più facoltosi si rimarrà giacente ed inutile", mentre "gli
industriosi non otterrebbero più quattrini dai danarosi per migliorare di
stato; il che produrrebbe in molti deplorabil miseria». Vollero dimostrare,
contro il M., l'illiceità del prestito a interesse i teologi veronesi P. e G.
Ballerini, sostenuti dal vescovo G. Bragadin, e il domenicano D. Concina. Fra i
difensori si schierò invece subito Muratori, incurante dei dissidi precedenti.
L'asprezza della polemica indusse gli Inquisitori di Stato veneziani a intimare
il silenzio delle parti; nel 1745 fu lo stesso Benedetto XIV a intervenire, con
l'enciclica Vix pervenit. Nel luglio 1746 il M. ristampò a Roma il suo
trattato, violando l'imposizione del silenzio e provocando un nuovo intervento
degli Inquisitori di Stato che lo confinarono per alcuni mesi nella tenuta di
Cadalora, presso Cavalcaselle. Solo l'intervento del papa gli consentì di far
ritorno a Verona nel dicembre. Prigioniero in casa propria, lavorò alle Graecorum
siglae lapidariae, pubblicate a Verona nello stesso anno, che riunivano parte
del materiale epigrafico preannunciato nel prospetto del 1732" [cfr. voce M. in
Dizionario Biografico degli Italiani]. Non comune edizione originale. Cfr. Cat.
Einaudi 3603; Kress 4716; Edizioni giuridiche antiche in lingua italiana, II,1,
p. 377; Iccu. (S93) € 1.900 Richiedi disponibilità»
   
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