Un capolavoro della letteratura trecentesca: Giovanni Boccaccio - Il Decamerone - 1527 (ma 1729)

BOCCACCIO GIOVANNI.  Il Decamerone. Nuovamente corretto et con deligentia stampato. In Fiorenze (recte: Venezia), per li heredi di Philippo di Giunta (recte: Stefano Orlandelli, coi torchi di Pasinello), 1527 (recte: 1729).

Cm. 23,5, cc. (8) 284. Legatura coeva in piena pergamena rigida con titolo tassello in pelle; tagli gialli. Piccola mancanza al tassello, trascurabile segno di tarlo limitato all'angolo inferiore/interno della carta di guardia e del frontespizio. Bell'esemplare, fresco e assai marginoso. Fedele e rara ristampa settecentesca della "ventisettana" del Decameron (oramai letteralmente introvabile: Firenze, Filippo Giunti, 1527) stampata in soli 300 esemplari. L'edizione, eseguita con straordinaria perizia tipografica, fu realizzata nel 1729 da Pasinello a Venezia, con la cura di Stefano Orlandelli e a spese di Joseph Smith, console inglese a Venezia, che la commissionò per l'eccezionale rarità dell'originale. La giuntina del 1527 fissò il testo boccacciano sino all'edizione del Manelli del 1761, divenendo un simbolo della libertà della Repubblica fiorentina, in quanto, come scrisse Ugo Foscolo, quasi tutti coloro che vi lavorarono (Bernardo Segni, Pier Vettori, Baccio e Bartolomeo Cavalcanti, Francesco Guidetti) morirono combattendo contro i Medici (cfr. Bacchi della Lega, Serie delle ed. delle opere di G. Boccaccio, p. 36). Cfr. anche Iccu; Gamba, 172; Parenti, Luoghi falsi, p. 87; Catalogo Olschki, XCV, nr. 20; Brunet, I, 999; Graesse, I, 440.