Polibio - Dell'imprese de' Greci, de gli Asiatici e de' Romani - Giolito 1563 (bella legatura)
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Polibio - Dell'imprese de' Greci, de gli Asiatici e de' Romani - Giolito 1563 (bella legatura)

POLIBIO.  Dell'imprese de' Greci, de gli Asiatici, de' Romani, et d'altri. Con due fragmenti delle Republiche, et della grandezza di Roma, & con gli undici libri ritrouati di nuovo, tradotti per M. Lodovico Domenichi, & dal medesimo riformati & corretti, con le postille. In Vinegia, appresso Gabriel Giolito de' Ferrari, 1563.

Cm. 20,5, pp. (28), 546, (2). Bellissimo marchio tipografico giolitino a frontespizio e colophon. Raffinati capilettera, testatine e finalini xilografici, tipici di queste bellissime edizioni. Bellissima legatura settecentesca in pieno vitello color nocciola con piatti contornati da un filetto dorato. Dorso a 5 nervi con titoli in oro su tassello in pelle verde oliva. Tagli spruzzati. Sporadiche macchiette e trascurabile forellino al margine superiore bianco delle ultime tre carte. Esemplare nel complesso ben conservato e ad ampi margini. Il volgarizzamento delle opere di Polibio (già pubblicato dallo stesso Giolito nel 1545) si deve alla cura di Lodovico Domenichi (1514 - 1564), celebre poligrafo di origine piacentina al quale si debbono numerose altre traduzioni di autori classici, e che fu assiduo collaboratore della stamperia dei Giolito. Le "Storie" di Polibio rappresentano il culmine della storiografia dell'antichità per rigore nel vaglio delle fonti e per vigore ricostruttivo, e contengono un grande affresco delle vicende di Roma dalla prima alla terza guerra punica (264-146); furono composte nell'ambiente filoellenico che gravitava attorno a Scipione Emiliano. Sono considerate la prima storia universale che mai sia stata scritta, in quanto abbraccia, almeno virtualmente, tutti i paesi allora conosciuti, sottoponendone le vicende al predominio dei Romani. Questa edizione in quarto del 1563 costituisce una significativa testimonianza di una delle più innovative iniziative editoriali della storia del libro, frutto della grande lungimiranza dell'editore e stampatore veneziano Gabriele Giolito de Ferrari, originario di Trino in Piemonte. Si tratta infatti - come dichiarato al frontespizio - del "Quinto Anello" della "collana historica" , l'innovativa iniziativa editoriale con cui Gabriele Giolito volle per la prima volta diffondere un insieme tematico di libri, tutti dedicati alle versioni in lingua italiana dei maggiori testi storici dell'antichità classica. Lo stesso termine ‘Collana' (oggi diventato la definizione per antonomasia di una serie di testi pubblicati da un editore con la medesima veste tipografica e aventi un tema comune) fu introdotto per la prima volta da Giolito, che immaginava questi suoi libri come altrettanti anelli di una collana. Cfr. Iccu; Brunet, IV, 791; Graesse, V, 396; Gamba, 1587; non in Adams.

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