Ribadeneyra - Trattato del principe christiano contra Macchiavelli - 1598 (prima edizione italiana)

RIBADENEYRA PEDRO.  Trattato della religione, e virtuti, che tener deve il principe christiano, per governare, e conservare i suoi stati. Contra quel, che Nicolò Macchiavelli, dannato auttore, e i politici (così indegnamente chiamati) di questo tempo empiamente insegnano. E dalla lingua spagnuola nella italiana tradotto per Scipione Metelli da Castelnuovo di Lunigiana. In Genova, appresso Gioseffo Pavoni, 1598.

Cm. 21, pp. (32) 535 (1). Bellissima legatura strettamente coeva in piena pergamena molle con titoli manoscritti lungo tutto il dorso; tagli rossi. Qualche trascurabile macchietta, sporadiche/velate arrossature limitate a poche pagine, sporadici forellini al margine bianco di alcune carte. Esemplare nel complesso fresco e ben conservato. Pedro Ribadeneyra (1527-1611), gesuita spagnolo di Toledo, va inserito a pieno titolo fra i principali pensatori politici del Cinquecento spagnolo. Uomo dalla rigida formazione dottrinale, Ribadeneyra è il primo rappresentante della reazione antimachiavellica in Spagna; ispirato al pensiero del Possevino questo trattato si configura come una radicale ed organica confutazione proprio del Principe di Machiavelli e s'inserisce nella migliore tradizione dei testi sulla ragion di Stato. Opera molto rara e ricercata nell'ambito degli studi machiavelliani. Prima edizione italiana con la traduzione di Scipione Metelli (l'editio princeps in lingua spagnola uscì a Madrid nel 1595), seguita dalle due bresciane (1599-1609) e da quella bolognese del 1622. L'opera fu tradotta anche in latino (1604), francese (1610 e inglese (1624). Cfr. Graesse, VI, 106; Iccu.