Un rarissimo incunabolo: Gregorio IX - Decretales - Venezia 1482 (legatura alle armi di papa Pio VI)

GREGORIUS IX.  [Decretales]. Impressa Venetiis, Bartholomei de Alexandria, Andree de Asula Mapheique de Salodio sociorum, 1482, decimo kalendas Iulii.

Cm. 21,5, cc. 420 non numerate. [c. 1a bianca; c. 1b: “Si Decretales Epistolas ulla Oratione”; c. 419b (in rosso): In Nomine Sancte Trinitatis Amen. Compilatio Decretalium Gregorii IX”; c. 420a Registrum]. Alcuni errori tipografici nella numerazione dei quaderni e nella compilazione del registrum, ma esemplare completo di tutte le 420 carte. Testo circondato dalla glossa ordinaria, caratteri in rosso e nero con migliaia di piccole iniziali impresse in rosso. Bella legatura settecentesca in piena pergamena rigida alle armi di papa Pio VI (Giannangelo Braschi, 1717-1799), con stemma in oro impresso al centro dei due piatti; dorso a 5 nervi con titoli in oro a uno scoprato. Tagli spruzzati. Note marginali di mano coeva talvolta rifilate. Margine superiore leggermente corto, prima e ultima carta rinforzate nel verso bianco, qualche sporadica e fisiologica macchietta. Esemplare ben conservato, notevole freschezza delle carte considerando l'epoca. Magnifica edizione quattrocentesca delle Decretales di Gregorio IX con la glossa ordinaria di Bernardo da Botone e Giovanni d'Andrea. “Fin dal momento della sua assunzione al pontificato (1227) Gregorio IX desiderò “pubblicare una raccolta completa e autentica di decretali, la quale servisse a eliminare quelle che, ad opera di privati, s'erano venute compilando pur dopo il Decretum di Graziano (v.). Ma solo nel 1230 egli incaricò il domenicano S. Raimondo di Peñafort, già maestro a Bologna e allora suo cappellano e penitenziere, di preparare la collezione, che Gregorio IX pubblicò con la bolla Rex pacificus del 5 settembre 1234, inviandola alle università di Bologna e di Parigi. I motivi della collezione, quali sono esposti nella bolla medesima, sono appunto quelli di raccogliere le decretali dei predecessori, fino allora disperse, in un solo corpo, dotato di autorità” (Enciclopedia italiana Treccani). Cfr. Goff, G-456; BMC, V, 306; Hain, 8015; Graesse, III, 152.