La ripresa degli studi danteschi nell'Ottocento: Cesari - Bellezze della Divina commedia - 1855

CESARI ANTONIO.  Bellezze della Divina commedia. Napoli, Francesco Rossi-Romano editore, 1855.

Cm. 24,5, pp. (8) 590 (2). Con il ritratto dell'Autore inciso all'antiporta. Elegante legatura coeva in mezza pelle con titoli, filetti e fregi floreali in oro al dorso; piatti in percallina verde. Brossura originale conservata. Sporadiche fioriture, qualche macchietta, peraltro esemplare nel complesso ben conservato e ancora in barbe. Antonio Cesari (1760-1828), nativo di Verona, fu sacerdote dell'Ordine di S. Filippo Neri e brillante letterato. Quest'opera fu data alle stampe tra il 1824 e il 1826 a Verona, centro propulsore della ripresa degli studi danteschi tra la fine del Settecento e i primi dell'Ottocento. Strutturata in trentaquattro dialoghi, l'opera affida la sua importanza filologica a un'originale analisi linguistica e stilistica della Divina Commedia, della quale viene riproposto il testo integrale. Il lavoro di Cesari, volto a rivalutare la poesia di Dante si segnala come uno dei momenti iniziali della moderna critica dantesca. Le Bellezzecostituiscono infine una sintesi della filologia dantesca del tempo. Cfr. Iccu.