Massimo d'Azeglio - Ettore Fieramosca - 1833 (prima edizione in prima tiratura, con 8 belle tavole)

D'AZEGLIO MASSIMO.  Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta. Milano, per Vincenzo Ferrario, 1833.

Due parti in un volume di cm. 20,8, pp. (8) 209 (1); (8) 238 (2). Con 8 belle illustrazioni litografiche fuori testo disegnate e incise dall'Autore, ancora protette dalle veline originali. Bella legatura del tempo in mezza pelle con titoli e filetti in oro al dorso; tagli gialli e carta marmorizzata ai piatti (un po' lisi). Trascurabili e sporadiche fioriture. Esemplare nel complesso fresco e ben conservato. Massimo Taparelli marchese d'Azeglio (1798-1866), torinese, fu scrittore e politico di grande rango. “Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta” è un celebre romanzo liberamente ispirato alla storica Disfida di Barletta del febbraio 1503, che vide protagonisti tredici campioni italiani e tredici francesi. La sfida fu lanciata da un arrogante barone francese, Guy de la Mothe, che durante un banchetto offese gli italiani in loro assenza. A prenderne le difese fu un giovane spagnolo, Inigo Lopez de Ayala, che raccolse la provocazione e avvisò l'amico, Ettore Fieramosca, una straordinaria figura di soldato: serio, leale, coraggioso, riflessivo, tutti tratti tipici dell'ideale romantico. Rarissima prima tiratura della prima edizione. "Non erano trascorsi otto giorni dal lancio dei volumi, quando da qualcuno fu segnalata l'opportunità di sopprimere o di mutare la lettera di Alessandro VI a Cesare Borgia, che trovasi alla p.112 del secondo tomo. L'autore provvide quindi alla sostituzione del testo con una specie di sunto, ridotto ad opportuna lezione e, anche agli acquirenti delle copie già esitate, furono inviati i fogli della nuova tiratura perché venissero sostituiti... Praticamente i fogli nella tiratura originale sono stati quasi totalmente distrutti." (Parenti, Rarità, III, pp.188-190). La prima tiratura, pressoché introvabile, è facilmente riconoscibile dalla frase finale che precede la lettera «e diceva così» successivamente sostituito da «e la sua sostanza era questa». Cfr. anche Iccu; Parenti, Prime edizioni italiane, p. 43; Biancardi-Francese, Prime edizioni italiane, p. 36.

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