Un capolavoro settecentesco: Vico - Principj di scienza nuova - 1744 (terza e definitiva edizione)

VICO GIAMBATTISTA.  Principj di scienza nuova d'intorno alla comune natura delle nazioni. In questa terza impressione dal medesimo autore in un gran numero di luoghi corretta, schiarita, e notabilmente accresciuta. In Napoli, nella stamperia Muziana, a spese di Gaetano e Stefano Elia, 1744.

Due parti (numerazione continua delle pagine e due frontespizi) in un volume di cm. 22,5, pp. (16), 1-376; 377-526 (4) [errori nella numerazione delle pagine, ma esemplare chiaramente completo in ogni sua parte]. Ritratto dell'Autore e tavola allegorica incisa finemente in rame (disegni di Francesco Solimena e Domenico Antonio Vaccaro incisi da Francesco Sesone); una tavola cronologica f.t. più volte ripiegata. Bella legatura ottocentesca in piena pergamena rigida con ampie unghie (anche nei tagli superiore ed inferiore) e titoli su tassello al dorso. Lievi e sporadiche arrossature tipiche della carta napoletana del tempo. Esemplare ben conservato e ad ampi margini in quanto ancora in barbe. Terza, definitiva e principale edizione del capolavoro di Giambattista Vico (1668-1744). Durante gli ultimi anni di vita egli non cessò di aggiungere alla Scienza nuova commenti, note e correzioni che confluirono appunto in questa edizione pubblicata postuma nel Giugno 1744 dal figlio Gennaro (che dal 1741 lo aveva sostituito nell'insegnamento accademico) alcuni mesi dopo la morte di Vico, avvenuta il 23 Gennaio dello stesso anno. L'A. ebbe comunque modo di correggere buona parte delle bozze di stampa. Così Benedetto Croce a proposito di questa edizione (Bibliografia vichiana, I, 52): “[…] questa volta, che fu davvero l'ultima, egli non si contentò di stendere le solite correzioni, miglioramenti e aggiunte, ma si die' a riscrivere da cima a fondo tutta l'opera, salvo poi, in parecchie riprese, e lungo per lo meno un settennio (1736-1743), a consacrarvi un lavorio così intenso di lima che, non bastando l'interlineo e i margini, dove' ricorrere talora anche a foglietti intercalati. Nel codice che ci ha serbato l'autografo di codesta redazione definitiva [...] è da riconoscere quello adoperato nella stampa dell'edizione del 1744”. Cfr. anche Gamba, 2493; Brunet, V, 1176; Graesse, VII, 298; Iccu.

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