Gregorio Bressani - Il modo del filosofare introdotto dal Galilei - 1753/60 (due prime edizioni)

BRESSANI GREGORIO.  Il modo del filosofare introdotto dal Galilei ragguagliato al saggio di Platone e di Aristotile. In Padova, nella Stamperia del Seminario, 1753.

Pp. (8) 203, (1). Unito a: BRESSANI GREGORIO. Discorsi sopra le obbiezioni fatte dal Galileo alla dottrina di Aristotile. In Padova, nella stamperia Penada appresso Angelo Comino, 1760. Pp. (8) 204. Due opere in un volume di cm. 18. Legatura coeva in piena pelle, dorso a 5 nervi con titoli su tassello e fregi in oro agli scomparti. Tagli spruzzati. Minime mende alle cuffie, alone chiaro alla parte bassa (più evidente nelle carte finali), sporadiche macchiette e fioriture sparse. Trascurabile segno di tarlo (lontano dal testo) limitato al margine alto delle ultime 3 carte. Esemplare nel complesso genuino e in buono stato di conservazione. Gregorio Bressani (1703-1771), filosofo nativo di Treviso, sostenne (aiutato da Francesco Algarotti cui aveva inviato i manoscritti delle sue opere) uno scolasticismo classico in opposizione alla scienza moderna di Galileo e Newton. Le sue posizioni conservatrici provocarono numerose prese di posizione polemiche da parte dei sostenitori delle correnti moderne. Così la voce B. a proposito delle tesi di Bressani (Dizionario Biografico degli Italiani, vol. XIV, a cura di Ugo Baldini): "L'affermazione della scienza moderna portava con sé, come ogni grande sovvertimento culturale, una carica polemica contro la tradizione che si dirigeva anche contro ciò che essa conteneva di positivo o legittimo. Così l'esaltazione pura e semplice dell'esperienza, divenendo talora un luogo comune, portava a trascurare i reali problemi logici ed epistemologici in essa impliciti. In tale senso, erano giustificate le osservazioni di chi, come il gesuita L. Brenna, studioso del pensiero contemporaneo più attento e temperato del B., notava come il movimento illuminista restava per lo più al livello delle formulazioni generiche, senza recare effettivi contributi di fatto o di metodo a quella scienza che esaltava. Ma, sulla base di simili rilievi e del presupposto della necessità di approfondire le categorie metafisico-gnoseologiche implicite nel sapere, il B. giungeva a negare, oltre alla validità delle varie filosofie "meccaniche" o "magnetiche", quella della stessa scienza galileiana". Entrambe rare prime edizioni, difficilmente reperibili nel mercato antiquario. Cfr. Iccu; Riccardi, II, VII, col. 16; Viganò, 855.