Lucrezio - Della natura delle cose libri VI tradotti in verso toscano da Alessandro Marchetti - 1768

LUCREZIO CARO TITO.  Della natura delle cose libri VI tradotti in verso toscano da Alessandro Marchetti ora per la prima volta dati alla luce collazionati sul manoscritto autografo esistente nella pubblica libreria di firenze con varia lezione. Alla sacra imperiale maestÓ di Caterina Alexiowna II imperatrice di tutte le Russie. S.l.n. (ma Venezia?), 1768.

Cm. 20, pp. (2) xxxvii (1), 455 (1) [errori editoriali di numerazione delle pagine: pp. 239-240 ripetute, pp. 335-336 omesse, pp. 417-431 numerate erroneamente 433-448 – esemplare completo in ogni sua parte]. Ritratto entro cornice di Alessandro Marchetti all'antiporta e bellissimo frontespizio entrambi incisi in rame da Capocchi "con fine stile settecentesco" (cfr. Piantanida, 2792). Legatura coeva in piena pergamena rigida con titoli in oro al dorso. Lievi bruniture sparse e qualche sporadica macchietta. Esemplare nel complesso ben conservato. Celebre traduzione in volgare di Alessandro Marchetti (1633-1714), letterato e scienziato toscano tra i più brillanti allievi di Galileo Galilei. Questa classica e insuperata versione del poema lucreziano De Rerum Natura, fu composta tra il 1664 e il 1669 e circolò manoscritta fino al 1717 in quanto ritenuta empia dalle autorità ecclesiastiche per la diffusione delle idee epicuree e materialistiche di Lucrezio. L'opera fu infatti messa all'Indice con decreto del 16 Novembre 1718 (anno dell'editio princeps). Oltre alla contraffazione datata 1718, in realtà stampata a Losanna nel 1760, si segnalano la ristampa parigina del 1754, due veneziane del 1761-64, la nostra del 1768 (che è la prima edizione critica dell'opera) e infine un'altra londinese del 1779. Cfr. Iccu; Parenti, Dizionario dei luoghi di stampa, p. 116; Brunet, III, 1222; Graesse, IV, 290; Gamba, 1973: "È probabilmente fatta in Venezia, ed ha a' luoghi loro aggiunte Varie Lezioni tratte da un ms. autografo"; Piantanida, 2792: "Prima edizione critica assai pregiata". Razzolini, p. 205.