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Federigo Meninni - Il ritratto del sonetto e della canzone - 1677

(letteratura - Barocco) MENINNI FEDERIGO. Il ritratto del sonetto e della canzone. Ne' quali oltra le regole di ben comporre il sonetto, e la canzone, si da notizia di varj poeti toscani, e giudicio dell'opere loro ... In Napoli, per Giacinto Passaro, 1677.

Meninni - Il ritratto del sonetto e della canzone - 1677

Cm. 14, pp. (32) 363 (1); 216 (2) [seconda parte con autonomo occhietto "Il ritratto della canzone"]. Legatura coeva in piena perg. con flebile traccia di titoli ms. al dorso. Sporadiche macchiette perlopiù limitate al margine esterno di poche carte, qualche trascurabile alone. Esemplare ben conservato. Federigo Mennini (1636-1712) nacque a Gravina di Puglia; dopo una formazione scientifica che lo portò a scrivere saggi di medicina e chimica, M. si dedicò alla produzione letteraria che gli portò maggiori riconoscimenti. Così la voce M. nel Dizionario Biografico degli Italiani: "Nel 1677 il M. pubblicò a Napoli il Ritratto del sonetto e della canzone, ristampato a Venezia nell'anno successivo con correzione dei refusi della prima edizione e numerose aggiunte. Si tratta dell'opera più nota e impegnata del M. critico. Annunciato dall'amico Pisani nella premessa delle sue Poesie liriche (Napoli 1669), il Ritratto è un trattato a carattere prescrittivo, dedicato alle forme poetiche del sonetto e della canzone. Come traspare dall'Introduzione, firmata dallo stesso Pisani, si affrontano questioni di immediata attualità nel quadro della poetica secentesca: per esempio, se sia lecito apporre un argomento al sonetto, se si possano usare forestierismi o parole desuete, fino a che punto sia lecito ricorrere a concetti e arguzie o, più in generale, a figure retoriche. Oltre a trovare ampio riscontro nelle discussioni teoriche coeve (erano ben noti al M. gli scritti di A. Tassoni, di S. Pallavicino, di Fioretti), le osservazioni del M. tendono a sottolineare la bontà della produzione poetica moderna, fortemente emancipatasi dalla lirica più antica. Di tale indirizzo militante il Ritratto offre eloquente testimonianza nel profilo della tradizione letteraria italiana che viene tracciato (capp. XI-XIII del Sonetto e cap. XVII della Canzone). Il M. propone una scansione della lirica italiana in tre ere: la prima sintetizzata dalla produzione di F. Petrarca, la seconda da rimatori cinquecenteschi quali L. Tansillo e A. Di Costanzo, la terza dalla musa versatile di Marino. Il generico sfavore verso la poesia più antica, «priva quasi di spirito» (cap. X del Sonetto) a confronto con quella più recente, coinvolge anche Petrarca". Rara edizione originale. Cfr. Iccu (che menziona solo 24 pagine preliminari); non in Gamba e Piantanida. (S42) € 350 Richiedi disponibilità »

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