Alberto Asor Rosa - I grandi classici vanno alla radice delle cose

Alberto Asor Rosa - I grandi classici vanno alla radice delle cose

Brani scelti: ALBERTO ASOR ROSA, Saggio introduttivo in Letteratura italiana. Le opere, Torino, Einaudi 1992.

I grandi classici, sono sempre degli scrittori "radicali", nel senso pių proprio del termine, in quanto, appunto, "vanno alla radice delle cose", esplorano, sommuovono le profonditā dell'essere, come un aratro che rovescia le zolle e ne mostra il lato a lungo nascosto. Rappresentare l'essere significa necessariamente tornare verso le origini, rimontare all'indietro o scendere in profonditā al di lā della civilizzazione. In ogni grande classico l'elemento barbarico, primitivo, č almeno altrettanto forte di quello che esprime la civiltā e la cultura. Dioniso sta dietro ad Apollo, ed č da lui che viene la forza primigenia del grande autore: prima di prender forma, prima di assumere l'involucro armonico che pių facilmente scorgiamo, c'č uno sconvolgimento tellurico che cambia la forma del territorio e inonda di lava gli ordinati assetti dei letterati comuni, dei prosecutori, dei continuatori e degli esegeti. Chi vede solo Apollo, vede solo una metā del classico, e non sempre quella pių significativa. In conclusione, niente č meno imitabile del processo attraverso il quale il grande classico arriva a costruire la sua opera. Secondo la nostra ottica, infatti, grande classico č l'artista che, per costruire un ordine, deve necessariamente spazzarne via molti altri. Di conseguenza, ciō che lui fa č talmente specifico e peculiare da non poter essere mai veramente ripetuto.