Umberto Eco - Il bene di un libro sta nell'essere letto

Brani scelti: UMBERTO ECO, Il nome della rosa, (Milano, Bompiani, 1980).
Ed è lussuria di libri quella di Bencio [...] "Lo so", mormorai mio malgrado. Guglielmo fece finta di non avere udito. Ma, come continuando il suo discorso disse: "L'amore vero vuole il bene dell'amato." "Non sarà che Bencio vuole il bene dei suoi libri (ché oramai sono anche suoi) e pensa che il loro bene sia restare lontano da mani rapaci?" Domandai.
"Il bene di un libro sta nell'essere letto. Un libro è fatto di segni che parlano di altri segni, i quali a loro volta parlano delle cose. Senza un occhio che lo legga, un libro reca segni che non producono concetti, e quindi è muto. Questa biblioteca è nata forse per salvare i libri che contiene, ma ora vive per seppellirli. Per questo è diventata fomite di empietà.Il cellario ha detto di aver tradito. Così ha fatto Bencio. Ha tradito. Oh che brutta giornata, mio buon Adso."
da La Rivista
Libri antichi di letteratura
Un celebre epistolario cinquecentesco: Annibal Caro - Delle lettere familiari - Venezia 1756
CARO ANNIBALE. Delle lettere familiari ... Colla vita dell'Autore scritta da Antonfederigo Seghezzi, e da lui riveduta ed ampliata. Impressione novissima esattamente corretta, ed arricchita di trenta lettere di negozi del medesimo autore, con altre illustrazioni. In Venezia, nella stamperia Remondini, 1756SCHEDA COMPLETA
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