Girolamo Amelonghi - La Gigantea et la Nanea - Firenze, Torrentino 1566 (rarissima prima edizione)
 2000
richiesta informazioni

Girolamo Amelonghi - La Gigantea et la Nanea - Firenze, Torrentino 1566 (rarissima prima edizione)

(AMELONGHI GIROLAMO – SERAFINI MICHELANGELO).  La Gigantea et la Nanea. In Firenze, (eredi di Lorenzo Torrentino, in fine: ad'instanza d'Alessandro Ceccherelli), 1566.

Cm. 19,5, pp. 7 (1), 43 (1). Al frontespizio ampia ed elaborata cornice xilografica di gusto manieristico che comprende in basso una piccola veduta di Firenze e in alto lo stemma mediceo, utilizzato dai Torrentino come marca tipografica; a pagina 3 grande iniziale figurata xilografica, seguono altre iniziali ed eleganti fregi xilografici nel testo. Bella legatura da amatore di inizi Ottocento in piena pergamena con il dorso liscio elegantemente ornato con filetti orizzontali e fregi impressi in oro su doppio tassello rosso e nero. Sguardie in carta azzurra. Impercettibile mancanza di pergamena alla cuffia superiore, sporadiche fioriture/arrossature (leggermente più marcate alle carte iniziali e finali). Esemplare nel complesso ben conservato. Rara prima edizione (già a inizio Ottocento il Gamba la indicava come "rarissima") stampata nel 1566 a Firenze dagli eredi di Lorenzo Torrentino, su istanza del libraio-editore fiorentino Anselmo Ceccherelli, attivo tra il 1565 e il 1566; fu ristampata a Venezia da Domenico de Franceschi (senza data ma non oltre il 1575), e nuovamente a Firenze nel 1612 dal Guiducci con l'aggiunta della Guerra dei Mostri di Antonfrancesco Grazzini detto il Lasca, spesso individuato erroneamente anche come autore della Gigantea. Il vero autore dell'opera è però il poeta burlesco Girolamo Amelonghi (attivo nella parte centrale del Cinquecento, si ignorano precisi dati biografici), conosciuto con vari pseudonimi come 'il Gobbo da Pisa', 'Martin Paladel', 'Ser Galigastro da Varlecchio', o 'il Forabosco'. Questo poema eroico-comico di 128 ottave fu composto nel 1547. Raffigura, con intenzione di farsa, la scalata dell'Olimpo guidata dai Giganti. Attraverso un pronunciato gusto per il mostruoso, questa guerra contro gli Dei è un pretesto per l'esaltazione della follia e l'espressione dell'improbabile attraverso uno stile e un linguaggio particolarmente vivaci. Nell'ambiente dell'Accademia fiorentina Amelonghi frequentò letterati come Antonfrancesco Grazzini detto 'Il Lasca' (1504-1584), autore di commedie e racconti, fondatore dell'Accademia degli Umidi e, successivamente, dell'Accademia della Crusca, Benedetto Varchi, Pier Francesco Giambullari, ma anche artisti come Giorgio Vasari o Benvenuto Cellini. In questo contesto, il linguaggio di Amelonghi risulta essere più vicino alla linea Bembo sostenuta da Varchi che alla linea più strettamente fiorentino-medicea di Giambullari o Gelli. Amelonghi partecipò, tra l'altro, alla festa in maschera del cosiddetto “Trionfo della Pazzia”, organizzata dal nobile fiorentino in occasione del Carnevale del 1546 (o 1545). Al seguito della Gigantea è pubblicata la Nanea, poemetto scritto dal fiorentino Michelangelo Serafini, di cui abbiamo poche notizie, in risposta alle ottave di Amelonghi. Cfr. Iccu; Gamba, 533 "Rarissima"; Nanerie del Rinascimento: la Nanea di Michelangelo Serafini e altri versi di corte e d'accademia. A cura di Giuseppe Crimi e Cristiano Spila, Manziana, 2006; Melzi; 424 (sotto Forabosco); Brunet, II; 1335; Graesse, III, 142; non in Adams.

 2000
richiesta informazioni