La Politica di Aristotele: Trattato dei governi tradotto di greco in lingua volgare - Venezia 1551
Trattato dei governi di Aristotele tradotto di greco in lingua volgare fi(o)rentina da bernardo segni gentil'huomo & accademico fiorentino. In Vinegia, per Bartolomeo detto l'Imperador & Francesco suo genero, 1551.
Cm. 15, cc. 230 (17) [l'ultima carta è bianca]. Bellissimo frontespizio illustrato con dati tipografici entro cornice xilografica; eleganti capilettera, finalini e testatine. Legatura settecentesca in mezza pelle con punte; titoli su tassello in pelle e fregi in oro al dorso. Carta decorata ai piatti e tagli spruzzati. Trascurabili segni del tempo. Esemplare nel complesso fresco e ben conservato. Importantissima traduzione della Politica di Aristotele compilata da Bernardo Segni e pubblicata dai tipografi Bartolomeo “detto l'Imperador” e dal genero Francesco. È un testo chiave del Rinascimento politico fiorentino e un tassello fondamentale della diffusione aristotelica in volgare. Bernardo Segni (Firenze, 21 febbraio 1504 – 13 aprile 1558), membro dell'Accademia Fiorentina, aveva completato la traduzione nel 1548. La traduzione segue fedelmente la struttura aristotelica in libri e capitoli, accompagnata da brevi rubriche che guidano il lettore attraverso i temi fondamentali del pensiero politico antico, tra cui le forme di governo, la cittadinanza, l'educazione, l'equilibrio costituzionale. L'edizione del 1551 rappresenta una delle prime stampe veneziane in volgare della teoria politica aristotelica, pensata per un pubblico colto ma non universitario, e testimonia la vivace circolazione veneziana dei testi umanistici. Le opere di Aristotele, poco note sino ai tempi di Pompeo, furono poi pubblicate e ordinate da mani poco abili, e che non solo i libri della Politica ma anche altre opere dello Stagirita presentano segni evidenti di disordine. Nel Trattato dei governi appunto il soggetto, interrotto al terzo libro, ricomincia e continuia nel settimo e nell'ottavo, e l'argomento, imperfettamente trattato nel quarto,è poi da Aristotele compiuto nel sesto. L'ordine reale, è invece il seguente: primo, secondo, terzo, settimo, ottavo, quarto, sesto e quinto libro. Nel terzo libro Aristotele afferma esservi tre forme fondamentali di governi: monarchia, aristocrazia, repubblica. Nel settimo e nell'ottavo egli tratta dell'aristocrazia, che, al suo giudizio, è tutt'una cosa con la costituzione esemplare, con l'ottimo governo. Nei libri quarto e sesto tratta della repubblica e delle forme degeneri dei tre governi puri: la tirannide, l'oligarchia e la demagogia; e, poichè i governi oligarchici e democratici sono i più comuni, ne ragiona più a lungo e ne dà i principî speciali. Viene da ultimo il quinto libro, dopo aver considerato tutti i governi, nella loro natura, nelle loro condizioni particolari, Aristotele ne studia la durata e fa vedere in che maniera ciascuno di essi può conservarsi o risica di perire. Seconda edizione piuttosto rara e ricercata (editio princeps: Firenze, Torrentino 1549). Cfr. Iccu; Gamba, 91; Argelati, I, 99; Graesse, I, 218.
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