Il diritto feudale nel Cinquecento: Camerarius - Repetitio de prohibita feudi alienatione - 1566
Repetitio L. imperialem, De prohibita feudi alienatione per Fridericum, longè doctissima & utilissima ... cui accessit rerum & verborum toto hoc opere memorabilium index locupletissimus. Basileae, per Thomam Guarinum, 1566.
Cm. 16,5, pp. (24) 880 (32). Marchio tipografico a frontespizio e colophon, alcuni graziosi capilettera xilografici. Legatura coeva in piena pergamena molle con titoli ms. al dorso e al taglio di piedi. Abile restauro al piatto anteriore. Sporadiche fioriture, alone limitato alle carte finali. Esemplare nel complesso ben conservato. Bartolomeo Camerario (1497-1564), giureconsulto originario di Benevento (soprannominato Bartolomeo Temerario per il carattere irrequieto), insegnò diritto civile e feudale all'Università di Napoli tra il 1524 ed il 1526. Nel 1529 ricoprì la carica di Presidente della Camera Sommaria e successivamente quella di Conservatore del Real Patrimonio in Italia con lo scopo di controllare le finanze italiane. Nel 1548 fu sospeso dall'incarico e giudicato colpevole di vari crimini, quindi fuggì in Francia dove si dedicò alla stesura di alcuni scritti teologici perlopiù rivolti contro Calvino. Ritornò a Roma solo nel 1556 quando Paolo IV lo nominò Commissario Generale dell'Esercito ed in seguito Amministratore dell'Annona. Nel 1558 fu nuovamente accusato di malversazione e arrestato. Questa importante repetitio di diritto feudale fu più volte ristampata anche fuori dai confini italiani. Cfr. Iccu; non in Adams e Sapori.
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