Bartolomeo Cavalcanti - La retorica, divisa in sette libri - Pesaro 1559 (rara terza edizione)

CAVALCANTI BARTOLOMEO.  La retorica, divisa in sette libri, dove si contiene tutto quello che appartiene all'arte oratoria. Con le postille di M. Pio Portinaio giureconsulto, che dimostrano sommariamente tutto quello, che vi si tratta. In Pesaro, per Bartolomeo Cesano, 1559.

Cm. 22, pp. (12) 563 (1). Con una bel marchio tipografico al frontespizio, numerosi capilettera istoriati, finalini e belle testatine xilografiche. Carta bianca finale assente. Bella legatura antica (sei-settecentesca) in piena pergamena rigida con titoli su tassello in marocchino rosso e tagli colorati. Insignificante forellino al margine interno bianco del frontespizio. Sporadiche e lievi fioriture; trascurabili e piccoli aloni limitati al margine esterno di poche carte. Esemplare nel complesso fresco e ben conservato. Bartolomeo Cavalcanti (1503-1562), letterato e uomo politico fiorentino, fu al centro della vita culturale e politica del tempo. «Frequentò, tra gli altri, Antonio degli Alberti, Pier Vettori, Nicolò Ardinghelli, Giovanni Della Casa,  Luigi Alamanni e Niccolò Machiavelli, “i ragionamenti del quale – si legge nella prima lettera superstite del Cavalcanti –, come suavissimi e prudentissiani, ogni giorno più desidero né posso fare che d'esserne privato non mi doglia”. [...] Della Retorica, l'opera più rilevante dell'intellettuale fiorentino se non altro per il lungo periodo della sua elaborazione, esiste, in una lettera al Vettori del 1545, un abbozzo relativo agli originari quattro libri, ma tenuto inalterato, nonostante le aggiunte su argomenti parziali, fino all'edizione del '59. Quel che maggiormente interessava lo scrittore è contenuto in alcune annotazioni relative al secondo libro, ove il C. asserisce: “...per sviluppar bene la parte degli argomenti, tratto separatamente della forma loro e qui, per le ragioni che vedrete, fo una logichina quanto a quella parte ...Di poi tratto dei luoghi degli argomenti, movendo prima una questione, se i luoghi dialettici e retorici sono i medesimi o no, importante a mio giudizio”. Il problema dell'identificazione fra dialettica e retorica era stato un tema fortemente dibattuto dalla filologia del secolo precedente, fino a trovare nell'ultimo Poliziano una soluzione in sede estetica. Ora, mentre il C. si mantiene lontano da ogni considerazione sulla poesia [...], mutua poi dalla letteratura quella sintesi che dovrebbe essere appannaggio dell'oratore, dell'esperto nei pubblici negozi e che viene pertanto a configurarsi come una capacità civile, praticabile e suscettibile di un insegnamento.» (cfr. la voce C. cirata da Claudio Mutini in Dizionario Biografico degli Italiani, volume 22). La Retorica in definitiva è considerato il primo trattato sul tema scritto in volgare italiano. Rara terza edizione uscita nel medesimo anno delle prime due stampate da Giolito a Venezia. Cfr. Iccu.; Gamba, 1307: “edizione molto stimata”.