Ludovico Dolce - Vita del gloriosissimo imperador Carlo quinto - Venezia, Giolito 1561
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Ludovico Dolce - Vita del gloriosissimo imperador Carlo quinto - Venezia, Giolito 1561

DOLCE LUDOVICO.  Vita dell'invittiss. e gloriosiss. imperador Carlo quinto. Con la tavola nel fine. In Vinegia, appresso Gabriel Giolito de' Ferrari, 1561.

Cm. 21,5, pp. (12) 168 (16). Splendido marchio tipografico giolitino in xilografia al frontespizio. Al verso dell'ultima carta altro marchio tipografico. Testatine e bellissimi capilettera istoriati. Legatura strettamente coeva in piena pergamena molle con titoli manoscritti a dorso, piatto anteriore, taglio esterno e taglio di testa. Antica annotazione manoscritta al verso della carta di guerdia che recita: “Raro. Ed. cit. dall'Haym che dice essere questa Vita assai stimata”. Ex-libris di biblioteca privata novecentesca applicato al contropiatto. Antica firma di possesso alla base del frontespizio. Minime mende alla legatura con dorso professionalmente rinforzato all'interno. Sporadiche e marginali macchiette, più evidenti nelle carte finali. Qualche impercettibile/marginale forellino. Mancanza di carta all'angolo alto bianco di p. 7 senza interessamento del testo. Esemplare nel complesso genuino e in buono stato di conservazione. Prima edizione (seconda tiratura) della celebre biografia di Carlo V scritta dal poligrafo veneziano Ludovico Dolce (1508-1568), quasi identica alla precedente impressione giolitina dello stesso anno, da cui si differenzia solo per talune minuzie tipografiche. Acclara Bongi (Annali Giolito): "Ha la stessa contenenza, numero di carte e carattere dell'antecedente: se non che in fine dei capitoli aggiunti, dopo quello intitolato Autori da noi seguiti, mancano le dieci linee degli Errori avenuti, ed il sonetto dell'Ambrosio è posto innanzi alla Tavola". Differisce, inoltre, la distribuzione delle linee in alcune carte, e vi sono alcune lievissime mutazioni lessicali elencate dal Bongi stesso; comunque, mancando l'errata, questa seconda tiratura è testualmente più corretta della prima. “Nello stesso anno il Giolito dette in luce anche una terza tiratura. Il mondo era tuttora pieno delle memorie e delle opere del grande imperatore scomparso in modo così inaspettato dal teatro del mondo; onde questi principali divulgatori di libri in Venezia avevano colta l'opportunità di farne comporre la vita a scrittori facili e pronti, com'erano appunto l'Ulloa ed il Dolce, i quali, per necessità scrivendo in fretta, bisognava che si affidassero alle storie già  divulgate" (Bongi). L'universale fama del biografato, uno dei grandi protagonisti della storia europea cinquecentesca, garantì tuttavia al libro del Dolce una considerevole fortuna editoriale. Dolce fu autore dall'ingente produzione, compose drammi, poemi, liriche di stampo bembiano, satire, capitoli, trattati sulla pittura, la lingua e le belle arti, e fu autore di numerosi commenti e traduzioni eseguite per Giolito de' Ferrari. Cfr. Iccu; Adams, D-755; Bongi, II, 134-137.

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