Gli Adagia di Erasmo da Rotterdam: Erasmus Desiderius - Adagiorum - 1599 (edizione in folio)

ERASMUS ROTERODAMUS.  Adagiorum Chiliades iuxta locos communes digestae. (Frankfurt), sumptibus haeredum Andreae Wecheli , 1599.

Cm. 33,5, cc. (6), coll. 1984, cc. (102). Marchio tip., testatine e capilettera xil. Legatura sei-settecentesca in piena pelle, dorso a 6 nervi con titoli ms. Piccole mende alle cuffie, fenditure di pochi cm. alle cerniere, sporadici e lievi aloni, trascurabili macchiette. Esemplare nel complesso genuino e ben conservato. Gli Adagia rappresentano una sorta di manifesto umanistico, finalizzato al superamento della filosofia medievale attraverso l'esercizio storico-filologico. "A riprova dell'arditezza intellettuale che Erasmo dispiega nei sei proverbi lunghi del 1515 vale anche la durezza con la quale la censura intervenne su di essi. Non potendo fare a meno degli Adagia come repertorio di erudizione e di cultura classica, l'Italia post-tridentina decise di rielaborarli a proprio uso e consumo. Ad avallare l'erudizione espurgata e quasi ad assumerne la paternità, - il nome del vero autore doveva sprofondare nell'oblio, insieme con tutti quegli eretici e luterani ai quali veniva allora accomunato - fu chiamato Paolo Manuzio.... questa metamorfosi dell'editore del 1508 nel censore del 1585 (o complice di censori) sintetizza efficacemente la parabola che la cultura italiana percorse durante il Cinquecento" (cfr. Silvana Seidel Menchi, Adagia, Torino, 1980, p. lx). Importante edizione in-folio non censurata e uscita dai celebri torchi di Wechel che nel Cinquecento stampò i principali testi politici europei. Cfr. Kvk; Adams E 466.