Horatius - Carmina, Epodos, Sermones, Satirae et Epistolae - Venezia, Nicolini 1584 (bella legatura)
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Horatius - Carmina, Epodos, Sermones, Satirae et Epistolae - Venezia, Nicolini 1584 (bella legatura)

HORATIUS FLACCUS QUINTUS - PARTENIO BERNARDINO.  In Q. Horatii Flacci carmina atque Epodos commentarii quibus poetae artificium, et via ad imitationem, atq. Ad poetice scribendum aperitur. Venetiis, apud Dominicum Nicolinum (Domenico Nicolini da Sabbio), 1584.

Cc. (14), pp. 5 (3), cc. 178 (recte 176). Bel frontespizio calcografico a piena pagina, con ampia bordura architettonica ornata da trofei floreali, e da due figure che reggono ghirlande e che comprende anche lo stemma del dedicatario Stefano Bàthory re di Polonia elegantemente disegnato e inciso dal celebre artista Giacomo Franco ("Iacobus Franchus fecit). Bellissimi capilettera xilografici. Testo stampato in caratteri corsivi contornato dai commenti stampati in carattere romano. Antiche firme di appartenenza cassate al margine bianco del frontespizio. Unito a: HORATIUS FLACCUS QUINTUS - PARTENIO BERNARDINO. Sermonum libri quatuor, seu Satyrarum libro duo. Epistolarum libro duo. Cum argumentis ad Lectoris maiorem facilitatem. Stessi dati tipografici. Cc. 61 (1). Grande marca tipografica xilografica al frontespizio e in fine rappresentante una donna alata che tine nelle mani una corona e ramo di palma, entro cornice con il motto: "Nisi qui legitime certaverit". Due opere in volume di cm. 21,5. Bellissima legatura del tempo (o di poco posteriore) in pieno marocchino con i piatti decorati in oro alla "du Seuil", dorso a cinque nervi con gli scomparti contornati da triplice filetto e rosone centrale. Tassello in pelle rossa con titoli entro cornice di filetti e fregi. Tagli dorati. Nitide note bibliografiche ottocentesche manoscritte in lingua inglese alla carta di guardia anteriore. Due antichi timbri a secco alla prima e all'ultima pagina (biblioteca estinta di monastero francese). Trascurabili segni del tempo alla legatura e sporadiche arrossature, peraltro esemplare nel complesso ben conservato. Raffinata cinquecentina veneziana che riporta i commenti e le note del celebre umanista friulano Bernardino Partenio stampate in carattere romano intorno al testo oraziano impresso in carattere corsivo. La eleganza e la nitidezza della stampa si spiegano con il fatto che quest'opera nacque da una collaborazione tra Domenico Nicolini e la stamperia Manuzio, che ne diffuse nel 1585 una seconda emissione con un nuovo frontespizio recante le sue note tipografiche. Per questo motivo l'edizione è compresa da Renouard nei suoi Annali delle edizioni aldine dove si sottolinea che Manuzio mise in vendita le sue copie un anno dopo il socio, in base al citato accordo di partecipazione editoriale. Il curatore dell'edizione fu appunto Bernardino Partenio (Spilimbergo 1500 - 1588), notaio, medico, ma soprattutto letterato e umanista. L'inclinazione verso l'antichità classica di Partenio trovò in quest'opera l'espressione più compiuta. Troviamo qui teorizzata e applicata la sua teoria dell'imitatio che esaltava il modello dei classici latini e la latinitas. Sempre nel 1584 egli curò anche l'edizione delle Satire (Sermoni) e delle epistole che in questo esemplare compaiono rilegate in seguito ai Carmina. Rara prima edizione (prima emissione). Cfr. Iccu; Renouard II, 257. Bibloteca Aureliana III, 1492; Adams H 934; Graesse III, 352; Brunet III, 316.

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