Ragionamenti di Pietro Aretino cognominato il flagello de prencipi - Bengodi 1584 (ma 1649?)
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Ragionamenti di Pietro Aretino cognominato il flagello de prencipi - Bengodi 1584 (ma 1649?)

ARETINO PIETRO.  La prima parte de ragionamenti di M. Pietro Aretino, cognominato il flagello de prencipi, il veritiero, e il divino. Divisa in tre giornate: La contenenza de le quali si porr ne la facciata seguente. Veritas odium parit [- Parte seconda - Parte terza]. S.n.l., 1584 (ma 1649?). A p. 339 della seconda parte: stampata, con buona licenza (toltami) nella nobil citt di Bengodi: ne l'Italia altre volte piu felice, il viggesimo primo d'ottobre 1584. MEDICATA RELABOR..

Tre parti (con autonomi frontespizi) in un volume di cm. 15,5, pp. (10) 198; (8) 339 (1); 118 (2). Piccola xilografia a pagina 90 della terza parte "Commento delle fiche"; ritratto dell'Aretino a piena pagina al recto dell'ultima carta non numerata non menzionato da alcuna delle bibliografie consultate (la scheda bibliografica del catalogo unico Iccu la descrive come carta bianca). Graziosi capilettera xilografici. Bella legatura antica (fine Seicento/inizi Settecento) in piena pelle marrone. Dorso a quattro nervi con titoli in oro e cinque caselle riquadrate da filetti dorati e riempite con fregi angolari e centrale. Tagli spruzzati. Trascurabili segni del tempo. Esemplare fresco e ben conservato. Celebre opera burlesca e licenziosa fino all'oscenità che consacrò l'Aretino come scrittore osceno e che gli valse la condanna della Chiesa e di gran parte della critica (De Sanctis: “una dissoluzione morale, senza rimorso, perché senza coscienza, perciò sfacciata e cinica"). La mirabile disinvoltura narrativa, la ricchezza dello stile, la fantasia sbrigliata e franca lontana da ogni ipocrisia ne fanno uno dei ritratti più vivaci e schietti del mondo corrotto e sensuale di larga parte della dell'alta società romana del primo Cinquecento. La prima e la seconda parte risultano suddivise in tre giornate ciascuna, mentre la terza parte reca il titolo: "Commento di Ser Agresto da Ficaruolo (anagramma di Annibale Caro), sopra la prima ficata del Padre Siceo (anagramma di Francesco Maria Molza)”. Nei Dialoghi si ragiona intorno ai tre stati della donna italiana, rispettivamente monaca, donna maritata, cortigiana, sebbene si debba assegnare la prevalenza alle pratiche di apprendimento di quest'ultima arte. Tutte le opere dell'autore sono state inserite nell'Indice Romano nel 1558. Secondo Brunet, ci sono quattro diverse edizioni che portano in modo fuorviante la data del 1584, tutte pubblicate in piccolo numero e "entrelesquelles, jusqu'ici, il ya eu peu de différence pour le prix". Solo attraverso le recenti ricerche di Woodfield è diventato possibile individuare e distinguere le quattro ristampe dell'edizione originale di Londra Wolfe, 1584, portando a identificare la nostra come la quarta contraffazione (Woodfield, B16 + B20), caratterizzata dalla presenza del cronogramma MEDICATA RELABOR che compare a p. 198 della prima parte e a p. 339 della seconda parte. Una importante ricostruzione dell'intera vicenda delle edizioni dei Ragionamenti datate 1584, è stata recentemente pubblicata da Francesco Terrasi. Rara edizione (solo sette esemplari completi posseduti dalla biblioteche pubbliche italiane), importante per la presenza di un ritratto xilografico dell'aretino non segnalato dalle bibliografie consultate, e per la illustre provenienza. Cfr. Iccu; Gamba, 1201; Brunet, I, 411; Parenti, p. 35; Francesco Terrasi, Le edizioni datate 1584 dei Ragionamenti di Pietro Aretino, in Bibliothecae.it, 2017; Denis Woodfield, Surreptitious printing in England 1550 -1640; New York, Bibliographical Society ofAmerica, 1973. pp. 155-158.

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