Pietro Bembo - Le prose nelle quali si ragiona della volgar lingua - Giolito 1556

BEMBO PIETRO.  Le prose nelle quali si ragiona della volgar lingua, scritte al Cardinale de Medici, che poi fu creato a Sommo Pontefice, & detto Papa Clemente VII, divise in tre libri, et reviste con somma diligenza da M. Lodovico Dolce. In Vinegia, appresso Gabriel Giolito de' Ferrari, 1556.

Cm. 13, pp. (60) 259 (3) [carta bianca finale assente]. Bel ritratto di Bembo a tutta pagina, bellissimi marchi tipografici a frontespizio e colophon; testatine, capilettera e finalini xilografici. Legatura settecentesca in piena pelle; dorso a 4 nervi con titoli su tassello in marocchino e ricchi fregi in oro agli scomparti. Tagli rossi. Traccia di antica firma di possesso al frontespizio, antico restauro (senza perdita di testo) all'angolo alto di alcune carte finali, sporadiche arrossature e lievi fioriture sparse dovute alla qualità della carta, peraltro esemplare ben conservato. Pietro Bembo (1470-1547), celebre storico e letterato veneziano, scrisse queste dialogiche Prose nel 1525 allo scopo di sostenere la fiorentinità della lingua italiana. Scelse Petrarca come modello poetico e Boccaccio per la prosa e giunse ad articolare una delle prime grammatiche della nostra lingua. Graziosa edizione giolitina impressa in carattere corsivo. Cfr. Iccu. Graesse, I, 332 (per l'edizione giolitina del 1561). Olschki-Choix, vol. IV, n 4111.