Luca e Luigi Pulci - Ciriffo calvaneo. Con la Giostra del magnifico Lorenzo de Medici - Firenze 1572
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Luca e Luigi Pulci - Ciriffo Calvaneo. Con la Giostra del magnifico Lorenzo de Medici - Firenze 1572

PULCI LUCA - PULCI LUIGI.  Ciriffo Calvaneo. Con la Giostra del magnifico Lorenzo de Medici. Insieme con le epistole composte dal medesimo Pulci. In Fiorenza, nella stamperia de' Giunti, 1572.

Cm. 20,5, pp. (4), 121, (3). Dedica di Filippo e Iacopo Giunti a Isabella Medici duchessa di Bracciano. Bel marchio tipografico al frontespizio, numerosi splendidi capilettera istoriati all'inizio di ogni canto con ‘argomento del canto' stampato all'interno di una cornice xilografica. Legatura antica (tardo Settecento / inizi Ottocento) in mezza pergamena con punte; titoli in oro s tassello al dorso e carta marmorizzata ai piatti. Trascurabili segni del tempo, sporadiche/piccole macchiette, lieve alone all'angolo inferiore. Esemplare nel complesso genuino e ben conservato. Il Ciriffo Calvaneo è un poema cavalleresco in ottava rima composto nella seconda metà del XV secolo nel contesto fiorentino. Si tratta di un'opera di singolare complessità nella sua genesi, essendo frutto di una stesura collettiva e stratificata: avviata da Luca Pulci (1431-1470), proseguita e in parte rielaborata dal fratello Luigi Pulci (1432-1484) - il celebre autore del Morgante - e infine portata a termine da Bernardo Giambullari su incarico di Lorenzo de' Medici (parte non inclusa in questa edizione). Il testo rappresenta uno degli esempi più significativi, per quanto meno noti, della produzione cavalleresca quattrocentesca fiorentina, e offre agli studiosi uno straordinario laboratorio linguistico e stilistico nel quale si intrecciano le voci di diversi autori appartenenti alla stessa cerchia culturale. Al centro del poema si trovano due figure principali: Ciriffo Calvaneo e il cosiddetto Povero Avveduto. Ciriffo è un cavaliere di straordinario valore, la cui identità è già dichiarata nel titolo dell'opera. Il Povero Avveduto è il compagno d'avventure di Ciriffo, figura che incarna un tipo narrativo ricorrente nella letteratura cavalleresca: il personaggio di estrazione sociale inferiore, dotato però di acume e astuzia pratica che si affianca al cavaliere ideale completandone le capacità. Bartolomeo Gamba riferisce che Luca Pulci compose il suo poema rifacendosi a un curioso romanzo con lo stesso titolo, di un certo Maestro Girolamo, nell'anno 1303. Camerini, II, n. 17: "Luca Pulci condusse il suo poema cavalleresco sino al verso "E così detto fé chiamare il boia". Il fratello Luigi terminò il Canto ed aggiunse XXIX ottave. Il Giambullari ne fornì poi altre XXXIX". Rara edizione giuntina. La prima edizione a stampa del Ciriffo Calvaneo è attribuita al tipografo fiorentino Antonio Miscomini, ed è databile intorno al 1490, collocandosi dunque nell'ultimo decennio del Quattrocento, in un momento di grande fermento per la stampa fiorentina.Cfr. Adams, P-2251. Gamba, 785; Camerini, II, n. 17; Melzi, Bibliografia dei Romanzi e Poemi cavallereschi, n. 691.

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