Giorgio de Chirico - La musa della storia - 1972 (litografia acquerellata a mano - prova d'artista)

GIORGIO DE CHIRICO.  La musa della storia. 1972 (Roma, stampatore Alberto Caprini, timbro a secco identificativo sul foglio).

Dimensioni del foglio: cm. 58 x 45 (splendida cornice lignea lavorata a foglia oro, vetro di protezione). Firmato “G. de Chirico” in basso a destra; a sinistra, sempre in annotazione manoscritta la dicitura relativa alla tiratura e alla coloritura a mano. Litografia acquerellata a mano dall'artista, tiratura “prova d'artista [per un totale di: 99 esemplari numerati da 1 a 99, 15 esemplari numerati da I a XV, 12 prove d'artista]. Archivio della stamperia Caprini, collezione privata dello stampatore con archivio/certificazione dello stesso. Opera altresì pubblicata nel catalogo generale dell'opera grafica curato da Edoardo Brandani “Giorgio De Chirico - Catalogo dell'opera grafica, volume II, 1969-1977”, Bologna, Bora 1990, p. 176. Giorgio de Chirico (Volo, Grecia, 1888 – Roma, 1978) è stato uno dei più importanti pittori italiani del XX secolo e una figura fondamentale per lo sviluppo dell'arte moderna. È universalmente riconosciuto come il fondatore della cosiddetta Pittura Metafisica (sviluppata da de Chirico tra il 1910 e il 1917) che influenzò profondamente i Surrealisti e altri movimenti successivi. I soggetti principali sono piazze solitarie, assolate e vuote, spesso circondate da portici di architettura classica italiana (come quelle che immaginava o vedeva a Torino e Firenze). Quest'opera rappresenta, nello stile metafisico tipico del grande maestro nativo di Volo, una figura ispirata a Clio, la musa mitologica della storia che custodiva il passato di stirpi, uomini e città, ispirando poeti e cantori che ne diffondevano e glorificavano caratteri ed imprese. Un ideale omaggio metafisico dell'antichità classica. Nella metafisica dechirichiana le figure umane sono rare o assenti, sostituite da manichini, statue o ombre proiettate che suggeriscono una presenza ma anche un vuoto inquietante. La luce è spesso tagliente, irreale e proveniente da fonti sconosciute, che crea ombre lunghe e drammatiche, accentuando il senso di mistero e sospensione temporale. De Chirico spesso manipola le leggi della prospettiva, facendo apparire gli spazi deformati o gli oggetti in un equilibrio instabile.