Vittorio Corona - Solo libri in testa. Studio - anni Venti/Trenta (tecnica mista su carta)
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Vittorio Corona - Solo libri in testa. Studio - anni Venti/Trenta (acquerello su carta)

VITTORIO CORONA.  Solo libri in testa. Studio. Anni Venti/Trenta del XX secolo circa.

Cm. 19,2 x 12,8 (cm. 34 x 27 con elegante cornice lignea nera, vetro museale di protezione). Aquerello nero su carta. La presenza sul margine esterno sinistro di alcuni punti di preesistente cucitura dimostra che il disegno faceva parte di un quaderno di studi dell'artista, “Due preziosi albumetti con copertina, l'uno (cm 22 x 16,5) in pelle marrone e decorazioni in oro, l'altro (cm 19 x 12) con inserto metallico liberty, rispettivamente di 26 e 18 pagine, sono venuti alla luce a Roma nella casa di eredi di un futurista siciliano” (cfr. Maria Cristina Funghini, La ricerca nel segno. Vittorio Corona un futurista siciliano. Opere su carta, Roma 2000; pubblicazione utilissima per una comparazione con disegni futuristi su carta assimilabili, di piccole dimensioni e degli anni Venti). Firma ad acquerello “Corona” in alto al centro. Perfettamente conservato. Provenienza: Casa d'aste Pirone di Roma, aggiudicazione Aprile 2023. Opera accompagnata da certificato di autenticità rilasciato da perito accreditato presso il Tribunale di Trento. Disegno di piccole dimensioni, ma fortemente intenso e iconico, dedicato a un uomo futurista, raffigurato con molteplici libri in fugace movimento posizionati al posto della testa. Vittorio Corona (Palermo 1901 - Roma 1966) è considerato tra i più grandi esponenti del Secondo Futurismo. Subito dopo gli esordi pittorici frequenta fino al 1922 l'Accademia di Belle Arti di Palermo, conseguendo anche l'abilitazione di insegnante in disegno. Partecipa alla XV Biennale di Venezia del 1926, alla mostra Die Abstrakten di Berlino e insieme ai futuristi espone numerose opere a Barcellona. Il 1926 segna così la piena collocazione di Corona nel nuovo Futurismo italiano, il cosiddetto "Secondo Futurismo”. Negli anni tra il 1927 e il 1930, partecipa alla Grande Mostra di Pittura Futurista di Bologna, alla Quadriennale di Torino, alla Mostra del Futurismo a Genova e alla Mostra d'Arte Futurista Nazionale di Palermo, organizzata dal "Gruppo Futurista Siciliano". Nel 1928 partecipa alla XVI Biennale Venezia e nel marzo 1929 viene allestita una mostra personale presso la Guarino Gallery di New York. In quegli anni intensi ha costanti rapporti con Marinetti, Fillia, Balla e Dottori. Nel 1930 partecipa alla XVII Biennale di Venezia (Sala Futurista) e nel maggio-giugno 1932, presso la Galleria del Milione di Milano, insieme a Leo Castro, Manlio Giarrizzo, Guttuso, Alberto Bevilacqua e Domenico Lazzaro, è uno tra i sei pittori siciliani in mostra. In seguito a questo evento la Galleria d'arte moderna di Milano acquista due sue opere. I bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale distruggono la sua casa di Palermo e svariate opere futuriste vanno perdute. Nell'immediato dopoguerra si dedica soprattutto alla pittura ad olio e le opere realizzate dopo il 1946 sono orientate verso un forte realismo espressionista. Negli anni Cinquanta il pittore intraprende, immerso in un ormai inconsapevole e istintivo neo-futurismo, la ricostruzione delle principali opere futuriste distrutte durante il bombardamento di Palermo, muovendo dagli originari bozzetti e reinterpretandole con una certa libertà. Enrico Crispolti conclude la sua monografia dedicata a Corona (Trapani, Celebes 1978), affermando che “la sua personalità artistica, inquieta ed anche per certi aspetti disperata, ne esce complessivamente caratterizzata da un modo di tendenza al Futurismo, attraverso il Futurismo”. Bibliografia: Enrico Crispolti, Vittorio Corona attraverso il Futurismo, Trapani, Celebes 1978; Eva Di Stefano, Vittorio Corona, Palermo Sellerio, 1985; La Pittura in Italia. Il Novecento, voll. 1-2, Electa Edizioni, 1992; Novecento. Catalogo dell'Arte Italiana dal Futurismo a corrente, Editoriale Giorgio Mondadori, 1993; Enrico Crispolti, Vittorio Corona. Catalogo ragionato dei dipinti e delle opere su carta, De Luca 2015.

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