Arthur Schopenhauer - Una schietta e durevole felicità non è possibile

Brani scelti: ARTHUR SCHOPENHAUER, Il mondo come volontà e rappresentazione, 1819.
Poiché una schietta, durevole felicità non è possibile, essa non può essere oggetto dell'arte. Il fine dell'idillio è bensì propriamente la descrizione di una tale felicità; ma è anche chiaro che l'idillio come tale non può reggere. Sempre esso sotto le mani del poeta diventa o epico, ed è allora soltanto un epos molto poco importante, fatto di piccoli dolori, piccole gioie e piccole aspirazioni; e questo è il caso più frequente.
Oppure diventa invece poesia meramente descrittiva, canta la bellezza della natura, ossia propriamente il conoscere puro e libero da volontà, il quale è certo anche, in realtà, l'unica felicità pura, che non è preceduta né da dolore né da bisogno, e neanche è seguita da pentimento, dolore, vuoto e noia; solo che questa felicità non può riempire tutta la vita, ma soltanto alcuni momenti di essa.
da La Rivista

Salvatore Quasimodo - Autunno
Poesie scelte: SALVATORE QUASIMODO, Ed è subito sera (Milano, Mondadori 2016).

C'era una volta la casa editrice di Giulio Einaudi
Noi che abbiamo conosciuto Giulio Einaudi, noi che gli abbiamo stretto la mano, come commosso abbraccio di gratitudine, noi che lo abbiamo amato e che lo amiamo per aver tratto, da quel suo catalogo, tanta parte del nostro nutrimento intellettuale, ci vediamo costretti a segnalare oggi un articolo, a firma di Stefano Salis, pubblicato alla pagina 3...





