Perchť Frankenstein Ť un cuore tradito - di Carlo Picca

Perchť Frankenstein Ť un cuore tradito - di Carlo Picca

C'è una cosa che non mi ha mai convinto, il modo in cui viene molto spesso interpretata questa trama che, a mio modesto avviso, va ben oltre quella che descrive una semplice belva ed il suo scienziato pazzo. Perché invece, credo sia davvero un'opera straordinaria, maestosa e ricca di ispirazione pura.

Come avrete capito sto parlando di Frankenstein, dell'autrice inglese Mary Shelley (1797-1851). Considerato senza dubbio il primo libro al mondo della letteratura di fantascienza, non tutti forse sanno che, oltre a rappresentare un elemento fondante del romanticismo narrativo inglese, questo originalissimo racconto epistolare, nacque anche da una “sfida” con suo marito Percy Bysshe e Lord Byron, entrambi noti poeti dell'epoca.

Maggio 1816, il tempo piovoso di quell'anno senza estate, confinò i dimoranti nella residenza di Villa Diodati a Ginevra. Qui la sorellastra di Mary, Claire Clairmont, amante proprio di Lord Byron, aveva invitato i coniugi Shelley a seguirli. Il padrone di casa propose, per trascorrere il tempo, di comporre una storia di ambientazione gotica e in cui i protagonisti fossero i fantasmi. Tutti cominciarono a scriverla, ma Mary non ebbe immediatamente modo di terminarla. Da allora però, tra il 1816 ed il 1817, ella si dedicò notte e giorno alla stesura del suo manoscritto.

Questa la genesi del romanzo che racconta come, lo scienziato Victor Frankenstein, portò in vita un mostro composto da parti di cadaveri diversi. Il giovane studioso si reca di notte nei cimiteri, qui trascorre il tempo ad aprire le tombe e studiare la decomposizione dei cadaveri, acquisendo così gli strumenti che gli permetteranno di generare la vita dalla morte, ovvero di creare qualcosa di vivo dalla materia decomposta.

Mettendosi a lavoro senza sosta, porta in vita, senza nome, una creatura che sin dalla nascita è deforme e orribile alla vista, nonché dotata di una esagerata forza fisica. Ma il suo creatore, pregno di disgusto, la lascia andare al suo destino facendola fuggire nella notte. A questo punto la belva ed il suo ideatore iniziano un rapporto aggrovigliato nel quale, costantemente, si evidenzia il desiderio di vendetta reciproca. Il mostro verso Victor, per averlo non solo reso orribile e incapace alla vita, ma anche ripudiato in toto, e il suo inventore perché il “suo” orco mostruoso gli colpirà ogni cosa cara, persino uccidendogli Elizabeth, la sposa dello scienziato e proprio la notte delle nozze.

Per questo Victor lo seguirà senza sosta in giro per il mondo, fino al Polo Nord, luogo nel quale incontrerà l'equipaggio del capitano Robert Walton e qui dove, morendo poco dopo, terminerà anche il racconto. L'opera, io penso, non narra semplicemente di un animale obbrobrioso impazzito, ma di un individuo dal cuore dilaniato e tradito perché, non potendo ispirare affetto per la sua disgustosa deformità, non potrà mai avere una corrispondenza vitale con niente e nessuno.

A causa di questo malessere viscerale, a causa cioè della sua umanità incompleta, privata di ogni attitudine naturale a vivere la vita e i sentimenti, si dedica alla diffusione del terrore, che è rivolto nei confronti, soprattutto, del suo ideatore e nemico per eccellenza. A questi, per averlo anche abiurato, ha giurato odio inestinguibile, applicandosi alla distruzione d'ogni cosa di lui, perché la sua rabbia cesserà solamente quando lo avrà straziato, distruggendone il cuore tanto da fargli maledire il giorno in cui lo aveva creato.

Una creatura che non ha ricevuto la giusta cura e dedizione, a cui le promesse e le aspirazioni sono venute meno fino al completo abbandono, una sorta di totale fallimento di intenzioni che dovevano portare benefici ma che invece hanno prodotto tutt'altro. Un essere sofferente, lacerato, distrutto da questa impossibilità a poter fare qualsiasi cosa e per questo pronto a far terra bruciata nel suo cammino.

Frankenstein è un capolavoro romantico, perché in una forma attenta e sublime, rappresenta, senza le dovute attenzioni, come può arrivare a trasformarsi, il desiderio di vivere, di chi è stato illuso e degradato, in una feroce necessità assassina. Ma soprattutto come può divenire, la più profonda purezza di un sentimento d'amore, quando è vigliaccamente e profondamente tradito.

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