Cesare Pavese - La bella estate (incipit)

Brani scelti: CESARE PAVESE, La bella estate - Incipit (Torino, Einaudi 1949).
A quei tempi era sempre festa. Bastava uscire di casa e traversare la strada, per diventare come matte, e tutto era così bello, specialmente di notte, che tornando stanche morte speravano ancora che qualcosa succedesse, che scoppiasse un incendio, che in casa nascesse un bambino, e magari venisse giorno all'improvviso e tutta la gente uscisse in strada e si potesse continuare a camminare camminare fino ai prati e fin dietro le colline.
– Siete sane, siete giovani, – dicevano, – siete ragazze, non avete pensieri, si capisce –. Eppure una di loro, quella Tina che era uscita zoppa dall'ospedale e in casa non aveva da mangiare, anche lei rideva per niente, e una sera, trottando dietro gli altri, si era fermata e si era messa a piangere perché dormire era una stupidaggine e rubava tempo all'allegria.
da La Rivista
Libri antichi di letteratura
Vittorio Alfieri - Il Misogallo. Prose e rime - Londra (ma Pisa, Nistri) 1799 (rara prima edizione)
ALFIERI VITTORIO. Il Misogallo. Prose e rime di Vittorio Alfieri da Asti. Londra (ma Pisa), s.n. (ma Nistri), 1799. [Edizione pubblicata a Pisa nel 1814 da S. Nistri, cfr. V. Alfieri, in Opere di V. Alfieri da Asti, v. V: Scritti politici e morali, Asti, 1984, III, p. LXXXVI; attribuita Firenze, cfr. Parenti, M. Luoghi di stampa falsi, p. 126]SCHEDA COMPLETA
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