Cesare Pavese - Mattino

Cesare Pavese - Mattino

Poesie scelte: CESARE PAVESE, Mattino, (Lavorare stanca, 1936).

La finestra socchiusa contiene un volto
sopra il campo del mare. I capelli vaghi
accompagnano il tenero ritmo del mare.

Non ci sono ricordi su questo viso.
Solo un'ombra fuggevole, come di nube.
L'ombra umida e dolce come la sabbia
di una cavit intatta, sotto il crepuscolo.
Non ci sono ricordi. Solo un sussurro
che la voce del mare fatta ricordo.

Nel crepuscolo l'acqua molle dell'alba
che s'imbeve di luce, rischiara il viso.
Ogni giorno un miracolo senza tempo,
sotto il sole: una luce salsa l'impregna
e un sapore di frutto marino vivo.

Non esiste ricordo su questo viso.
Non esiste parola che lo contenga
o accomuni alle cose passate. Ieri,
dalla breve finestra svanito come
svanir tra un istante, senza tristezza
n parole umane, sul campo del mare.