Erasmo da Rotterdam - Elogio della follia (Parla la follia, II)

Brani scelti: ERASMO DA ROTTERDAM, Elogio della follia (Parla la follia, II).
[Edizione Acrobat a cura di Patrizio Sanasi]

Perch poi io sia venuta qui oggi, e vestita in modo cos strano, lo saprete fra poco, purch non vi annoi porgere orecchio alle mie parole: non quell'orecchio, certo, che riservate agli oratori sacri, ma quello che porgete ai ciarlatani in piazza, ai buffoni, ai pazzerelli: quell'orecchio che il famoso Mida, un tempo, dedic alle parole di Pan. Mi venuta infatti voglia d'incarnare con voi per un po' il personaggio del sofista: non di quei sofisti, ben inteso, che oggi riempiono la testa dei ragazzi di capziose sciocchezze addestrandoli a risse verbali senza fine, degne di donne pettegole. Io imiter quegli antichi che per evitare l'impopolare appellativo di sapienti, preferirono essere chiamati sofisti. Il loro proposito era di celebrare con encomi gli Di e gli eroi. Ascolterete dunque un elogio, e non di Ercole o di Solone, ma il mio: l'elogio della Follia.