Erasmo da Rotterdam - Elogio della follia (Parla la follia, VII)

Brani scelti: ERASMO DA ROTTERDAM, Elogio della follia (Parla la follia, VII).
[Edizione Acrobat a cura di Patrizio Sanasi]
Il nome mio lo sapete, miei cari... Quale attributo aggiungerò? Quale, se non Arcifolli? Con quale altro più nobile appellativo potrebbe la dea Follia chiamare i suoi iniziati? Ma poiché non a molti sono ugualmente noti i miei maggiori, con l'aiuto delle Muse tenterò di parlarne.
Non il Caos, né l'Orco, né Saturno, né Giapeto, né alcun altro di questi Dèi decrepiti e fuori moda, fu mio padre, ma Pluto lui solo, [il dio della ricchezza], padre degli uomini e degli Dèi, con buona pace di Esiodo, di Omero e dello stesso Giove. Un suo cenno, ora come sempre, mette sottosopra cielo e terra. Il suo arbitrio decide della guerra e della pace, degli imperi, dei consigli, dei giudizi, dei comizi, dei matrimoni, dei trattati, delle alleanze, delle leggi, delle arti, delle cose scherzose e di quelle serie; da lui dipendono tutti gli affari pubblici e privati degli uomini. Senza il suo aiuto, tutta la folla degli Dèi, dei poeti, e, oserò dire, perfino le stesse divinità maggiori, o non esisterebbero, o vivacchierebbero alla meglio, di briciole. Chi incorre nella sua ira, neppure Pallade potrebbe aiutarlo. Chi, invece, ne gode il favore, potrebbe trarre in catene lo stesso Giove col suo fulmine. Di tale padre io mi glorio. E questo padre non mi generò dal suo cervello, come Giove la fosca e crudele Pallade, ma dalla ninfa Neotete [la giovinezza], di tutte la più graziosa e lieta. E non mi generò nell'uggioso vincolo del matrimonio - in cui nacque il famoso fabbro zoppo ma, ed è molto più dolce, in un amplesso d'amore, come dice il nostro Omero. Né, a scanso d'equivoci, mi generò quel Pluto di Aristofane, già mezzo morto e già cieco, ma quello in pieno vigore, fervente di giovinezza, e non solo di giovinezza, ebbro soprattutto di schietto nettare che aveva generosamente bevuto al banchetto degli Dèi.
da La Rivista

Giovanni Pascoli - La cavalla storna
Poesie scelte: GIOVANNI PASCOLI, Canti di Castelvecchio (Bologna, Zanichelli 1903).

Editoriale: Roberto Sbiroli - Libri antichi e prospettive per il patrimonio librario
É difficile parlare e scrivere di libri in questi giorni. In seguito all'esplosione dell'affaire Girolamini di Napoli che ha portato all'arresto di Massimo De Caro e di alcuni suoi sodali, l'attenzione dei media si è rovesciata sul mondo dell'antiquariato librario.
Libri antichi di letteratura
Edmondo De Amicis - Cuore. Libro per ragazzi - Treves 1934 (numerose illustrazioni e bella legatura)
DE AMICIS EDMONDO. Cuore. Libro per ragazzi. Con dodici tavole originali a colore del pittore L. Rossi e disegni di A. Ferraguti, E. Nardi e A. G. Sartorio. Milano, S.A. Fratelli Treves Editori, 1934SCHEDA COMPLETA
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