Esopo - Il cane e il lupo

Brani scelti: ESOPO, Favole, VI secolo a.C. (traduzione dal greco di Giulio Landi, 1545)
Un Lupo trovò un Cane, e lo salutò, poscia gli domandò come faceva ad esser così grasso. Disse il Cane: "Io vivo in casa d'un Padrone, che non mi lascia mancare da mangiare". Disse il Lupo: "In vero tu sei felice, avendo un così buon Padrone, anche io lo servirei volentieri". Disse il Cane: "Se tu volessi lasciar quella tua rapacità, io ti farei accettare dal mio Padrone". Il Lupo disse: "Questo lo farò". Poscia guardando il Cane, il Lupo vide ch'aveva il collo pelato, e gli disse: "Che vuol dire, che tu hai il collo pelato?" Ed il Cane rispose: "Questo fa il legame, perché il giorno sto legato" ed il Lupo rispose: "Se la cosa sta così, io non stimo tanto l'amicizia di questo tuo Padrone, che io voglio spogliarmi della libertà". La favola dimostra che la libertà è sopra ogn'altra cosa preziosa e amabile.
Traduzione dal greco di Giulio Landi (1545)
da La Rivista
Libri antichi di letteratura
Pietro Bembo - Rime corrette, illustrate e accresciute - Bergamo, Pietro Lancellotti, 1745
BEMBO PIETRO. Rime di m. Pietro Bembo corrette, illustrate, ed accresciute come dalla prefazione si può vedere. S'aggiungono le poesie latine, e la vita dell'autore descritta da Tommaso Porcacchi di varie annotazioni novellamente illustrata. In Bergamo, appresso Pietro Lancellotti, 1745SCHEDA COMPLETA
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