Ugo Foscolo - Ultime lettere di Jacopo Ortis - 13 Ottobre 1797

Brani scelti: UGO FOSCOLO, Le ultime lettere di Jacopo Ortis - Da' Colli Euganei, 13 Ottobre 1797.

Ti scongiuro, Lorenzo; non ribattere pi. Ho deliberato di non allontanarmi da questi colli. vero ch'io aveva promesso a mia madre di rifuggirmi in qualche altro paese; ma non mi bastato il cuore: e mi perdoner, spero. Merita poi questa vita di essere conservata con la vilt, e con l'esilio? Oh quanti de' nostri concittadini gemeranno pentiti, lontani dalle loro case! perch, e che potremmo aspettarci noi se non se indigenza e disprezzo; o al pi, breve e sterile compassione, solo conforto che le nazioni incivilite offrono al profugo straniero? Ma dove cercher asilo? in Italia? terra prostituita premio sempre della vittoria. Potr io vedermi dinanzi agli occhi coloro che ci hanno spogliati, derisi, venduti, e non piangere d'ira? Devastatori de' popoli, si servono della libert come i Papi si servivano delle crociate. Ahi! sovente disperando di vendicarmi mi caccerei un coltello nel cuore per versare tutto il mio sangue fra le ultime strida della mia patria.

E questi altri? - hanno comperato la nostra schiavit, racquistando con l'oro quello che stolidamente e vilmente hanno perduto con le armi. - Davvero ch'io somiglio un di que' malavventurati che spacciati morti furono sepolti vivi, e che poi rinvenuti, si sono trovati nel sepolcro fra le tenebre e gli scheletri, certi di vivere, ma disperati del dolce lume della vita, e costretti a morire fra le bestemmie e la fame. E perch farci vedere e sentire la libert, e poi ritorcerla per sempre? e infamemente!