Giacomo Leopardi - L'infinito

Poesie scelte: GIACOMO LEOPARDI, L'infinito, 28 Maggio 1819 (Canti , XII).
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.
L'Infinito letto magistralmente da Vittorio Gassman
da La Rivista
Libri antichi di letteratura
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GOBETTI PIERO. L'editore ideale. Frammenti autobiografici con iconografia a cura e con prefazione di Franco Antonicelli. Milano, all'Insegna del Pesce d'Oro (Vanni Scheiwiller), 1966 (16 Febbraio)SCHEDA COMPLETA
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