Giovanni Pascoli - La tessitrice

Giovanni Pascoli - La tessitrice

Poesie scelte: GIOVANNI PASCOLI, La tessitrice (Myricae, 1891).

Mi son seduto su la panchetta
come una volta quanti anni fa?
Ella, come una volta, s' stretta
su la panchetta.

E non il suono d'una parola;
solo un sorriso tutta piet.
La bianca mano lascia la spola.

Piango, e le dico: Come ho potuto,
dolce mio bene, partir da te?
Piange, e mi dice d'un cenno muto:
Come hai potuto?

Con un sospiro quindi la cassa
tira del muto pettine a s.
Muta la spola passa e ripassa.

Piango, e le chiedo: Perch non suona
dunque l'arguto pettine pi?
Ella mi fissa timida e buona:
Perch non suona?

E piange, e piange Mio dolce amore
non t'hanno detto? Non lo sai tu?
Io non son viva che nel tuo cuore.

Morta! S, morta! Se tesso, tesso
per te soltanto; come, non so;
in questa tela, sotto il cipresso,
accanto alfine ti dormir.