Italo Svevo - La legge naturale non dà il diritto alla felicità

Brani scelti: ITALO SVEVO, La coscienza di Zeno (Bologna, Cappelli 1923).
La legge naturale non dà il diritto alla felicità, ma anzi prescrive la miseria e il dolore. Quando viene esposto il commestibile, vi accorrono da tutte le parte i parassiti e, se mancano, s'affrettano di nascere. Presto la preda basta appena, e subito dopo non basta più perché la natura non fa calcoli, ma esperienze. Quando non basta più, ecco che i consumatori devono diminuire a forza di morte preceduta dal dolore e così l'equilibrio, per un istante, viene ristabilito.
Perché lagnarsi? Eppure tutti si lagnano. Quelli che non hanno avuto niente della preda muoiono gridando all'ingiustizia e quelli che ne hanno avuto parte trovano che avrebbe avuto diritto ad una parte maggiore. Perché non muoiono e non vivono tacendo? È invece simpatica la gioia di chi ha saputo conquistarsi una parte esuberante del commestibile e si manifesti pure al sole in mezzo agli applausi. L'unico grido ammissibile è quello del trionfatore.
da La Rivista
Libri antichi di letteratura
Paul Verlaine - Les amies scène d'amour sapphique sonnets - 1921 (copia nr. 73 di 235 - con disegni)
VERLAINE PAUL. Les amies, scène d'amour sapphique, sonnets. Sept planches hors texte dessinées par Henri Farge et reproduites par Léon Marotte. A Paris, chez Albert Messein, 1921SCHEDA COMPLETA
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