Marco Aurelio - Tizio mi disprezza? Fatti suoi

Brani scelti: MARCO AURELIO, Pensieri, 166-179 ca.
Tizio mi disprezza? Fatti suoi. Per quello che sta in me cercherò di non farmi mai sorprendere a dire o a fare nulla di spregevole. Mi odia? Fatti suoi. Io, da parte mia, resterò benevolo e ben disposto verso chiunque, e in particolare verso di lui, mostrandogli subito perché ha sbagliato, ma senza avere l'aria di biasimarlo, e neppure ostentando la mia tolleranza, ma con schiettezza e bontà [...].
Così dobbiamo essere nel nostro intimo, tali da far vedere agli dèi che siamo capaci di non reagire con sdegno o insofferenza davanti a niente e a nessuno. Nessun male può venirtene, infatti, se ti comporti così, visto che fai proprio ciò che si addice alla tua natura e accetti in quel momento particolare ciò che è conforme alla natura universale.




![Virginia Woolf - La camera di Giacobbe [La stanza di Jacob] - Milano 1950 (prima edizione italiana) Virginia Woolf - La camera di Giacobbe [La stanza di Jacob] - Milano 1950 (prima edizione italiana)](https://www.libriantichionline.com/typo3temp/pics/1941f5d0ef.jpg)
![Virginia Woolf - La camera di Giacobbe [La stanza di Jacob] - Milano 1950 (prima edizione italiana) Virginia Woolf - La camera di Giacobbe [La stanza di Jacob] - Milano 1950 (prima edizione italiana)](https://www.libriantichionline.com/typo3temp/pics/a0764fe1ba.png)

