Iacobus de Belvisus - Practica judiciaria in materijs criminalibus - Lugduni 1526

BELVISO (DE ) IACOBUS.  Practica iudiciaria Ja. de Bel. Visu. Solemnis & iudicibus omnibus: aduocatisque: & practicis cunctis nedu vtilis: immo praenecessaria Practica judiciaria in materijs criminalibus: ... cum additionibus celeberrimi domini Honorati Pugeti ... Ad unguem quoque per Celsum Hugonem dissutum Cabilonensem Burgundum. Impressa Lugduni, in calcographia Ioannis Crespin, 1526, die nona Januarij.

Cc. (12) cxii. Unito a: PAPE GUY. Tractatus domini Guidonis Pape. Tractatus singulares aurei et in praxi contingibiles domini Guidonis Pape consulis Dalphinalis apprime tersi et emuncti: cum quibusdam additionibus ... Ioan. Thierry Lingonensis iurium interpretis ... Tractatus de presumptionibus ... Forma inuentarij conficiendi ne heres teneatur ultra uires hereditarias ... Tractatus rescriptorum et clausularum derogatorium ... Tractatus in quibus casibus sit locus penitentie. (Impressum Lugduni per Martinum Lescuyer, 1531 die 1 mensis Junii). Cc. (6) lxxviii. Due opere in un volume di cm. 17. Splendidi frontespizi bicromi con cornice xilografica a circondare i dati tipografici; numerosi capilettera ornati. Testo in elegante carattere semi-gotico su doppia colonna. Antiche annotazioni di mano coeva. Legatura verosimilmente seicentesca in piena pelle scura con dorso a 5 nervi. Piccole mancanze di pelle a piatti e cuffie. Leggero nelle carte iniziali. Difetti e restauri alle carte finali della seconda opera (Guy Pape) con aloni sparsi e lesione di testo all'angolo basso delle ultime 7 carte, mentre l'opera di Iacopo da Belviso risulta ottimamente conservata. Prima opera: Iacopo da Belviso (1270-1335) fu consigliere a Napoli di Carlo II d'Angiò e giudice della Gran Corte. Influenzato dalla dottrina ultramontana fu autore di un'autorevolissima produzione scientifica; a questo proposito menzioniamo il commento ai Libri Feudorum e quello alle Autentiche. L'importanza della sua dottrina si può desumere anche dall'attenta lettura di giuristi come Bartolo, Baldo e Giason del Maino che ne fanno un punto di riferimento costante per le proprie teorizzazioni. Della sua formazione sappiamo invece che studiò a Bologna con Francesco d'Accursio e Dino del Mugello. La Practica criminalis, edita per la prima volta a Lione nel 1511, ottenne subito grande successo editoriale. Nonostante la storiografia contemporanea abbia fortemente messo in dubbio l'attribuzione della paternità, quest'importante opera rimane una delle fonti criminalistiche più ricercate e ambite nel mercato antiquario. Seconda opera: Guy Pape (14?-1476?), celebre giureconsulto francese, ottenne la laurea a Pavia nel 1430; ritornò di seguito in Francia, a Lione e poi a Grenoble (dove morì), divenendo membro del consiglio del Delfinato. Oltre alle celebri Decisiones Gratianopolitanae fu autore di numerosi consilia, commentari e trattati pubblicati in questa rarissima edizione lionese:De Praesumptionibus, De forma inventarii, De rescriptis, De penitaenza iuris, De usuris, De negatoria actione, De appellationibus. L'opera presenta in fine alcuni consilia e allegazioni di diritto matrimoniale. Cfr. Iccu; Kvk.

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