Marinetti - Manifesto tecnico della letteratura futurista - Milano 1912 (ricercata prima edizione)
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Marinetti - Manifesto tecnico della letteratura futurista - Milano 1912 (ricercata prima edizione)

MARINETTI FILIPPO TOMMASO.  Manifesto tecnico della letteratura futurista. Milano, Direzione del Movimento Futurista, 1912 (11 maggio).

Cm. 29,2 x 23,2, pp. (4). Stato di conservazione: lieve e non lesivo segno di piegatura orizzontale, peraltro esemplare privo di fioriture/bruniture, nel complesso fresco e ben conservato. Celebre 'Manifesto della letteratura futurista' in cui Marinetti presenta un programma tecnico con proposte riguardanti lo stile, la sintassi, l'uso delle parole (distruzione della sintassi, verbi all'infinito, abolizione della punteggiatura ecc.) e un programma ideologico, che rivela compiutamente la sua poetica. Il programma ideologico si suddivide in una parte distruttiva e in una costruttiva. La connessione fra programma tecnico e programma ideologico è evidente: distruggendo la sintassi si distruggono i legami logici, con la conseguenza di porre in primo piano l'intuizione e l'immaginazione. Un riassunto del manifesto fu pubblicato in francese a Parigi da L'Intransigeant, il 7 luglio 1912 e nello stesso giorno da Figaro. Il manifesto fu pubblicato integralmente in volantino in italiano e in francese, a cui seguirà un'edizione su La Gazzetta di Biella il 12 ottobre 1912. Di seguito riportiamo alcuni estratti significativi del manifesto: "1. Bisogna distruggere la sintassi, disponendo i sostantivi a caso, come nascono. 2. Si deve usare il verbo all'infinito (...). 3. Si deve abolire l'aggettivo (...). 4. Si deve abolire l'avverbio (...). 5. Ogni sostantivo deve avere il suo doppio, cioè il sostantivo deve essre seguito, senza congiunzione, dal sostantivo a cui è legato per analogia (...). 6. Abolire anche la punteggiatura (...). 11. Distruggere nella letteratura l' "io" (...). Noi inventeremo insieme ciò che io chiamo l'immaginazione senza fili. Giungeremo un giorno ad un'arte ancor piu' essenziale, quando oseremo sopprimere tutti i primi termini delle nostre analogie per non dare più altro che il seguito ininterrotto dei secondi termini. Bisognerà, per questo, rinunciare ad essere compresi. Esser compresi non è necessario. Noi ne abbiamo fatto a meno, d'altronde, quando esprimevamo frammenti della sensibilità futurista mediante la sintassi tradizionale e intellettiva. (...) Facciamo coraggiosamente il "brutto" in letteratura, e uccidiamo dovunque la solennità. (...) Poeti futuristi! Io vi ho insegnato a odiare le biblioteche e i musei, per prepararvi a odiare l'intelligenza, ridestando in voi la divina intuizione, dono caratteristico delle razze latine. Mediante l'intuizione, vinceremo l'ostilità apparentemente irriducibile che separa la nostra carne umana dal metallo dei motori. Dopo il regno animale, ecco iniziarsi il regno meccanico. Con la conoscenza e l'amicizia della materia (...) noi prepariamo la creazione dell'uomo meccanico dalle parti intercambiabili. Noi lo libereremo dall'idea della morte, e quindi dalla morte stessa, suprema definizione dell'intelligenza logica". Non comune e molto ricercata prima edizione. Cfr. Iccu.

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