Un classico del Risorgimento: Cesare Balbo - Delle Speranze d'Italia - Tipografia Elvetica 1845
Delle Speranze d'Italia. Capolago, Tipografia Elvetica, 1845.
Cm. 17,5, xxxi (1), 498 + (6) di catalogo editoriale. Bella legatura strettamente coeva in mezza pelle marrone con titoli, filetti e ricchi fregi dorati al dorso; piatti in carta marmorizzata. Minime tracce d'uso alla legatura e ordinari segni del tempo, lievi fioriture sparse. Esemplare nel complesso genuino e ben conservato. Cesare Balbo (1789-1853), scrittore e uomo politico torinese, fu patriota e personaggio centrale del Risorgimento italiano. Delle Speranze d'Italia è un saggio uscito all'indomani della pubblicazione da parte di Vincenzo Gioberti (1801-1852), del Primato morale e civile degli Italiani. In esso Balbo prende in esame il programma neoguelfo che era stato esposto da Gioberti, valutandone le implicazioni politiche e militari. Il libro è dedicato allo stesso Gioberti, a cui Balbo si rivolge come «Signore ed Amico», stimandolo e riconoscendolo come uno dei filosofi più autorevoli della Cristianità: «Questo libro ebbe occasione ed origine da voi; e mi venne incominciato con impeto, appena io m'ebbi in quattro o cinque dì, studiato, annotato e come si suol dire divorato il libro vostro; e incominciai riconoscendo ed avvertendo tale origine. Ma finito ora, e sperando non aver offeso nel dissentire voi che stimo, venero ed amo in vostra persona, ed aver espressa la mia ammirazione per tante parti de' vostri scritti, ho pensato dedicarvi questo, come protesta di tali mie intenzioni e speranze» (Cesare Balbo, dalla Dedica del novembre 1843). La prima edizione dell'opera fu stampata a Parigi perché, essendo lo scopo dichiarato del libro il perseguimento dell'indipendenza italiana, risultò pressoché impossibile, stamparlo in Italia, dove era forte il peso della censura austriaca e il rischio di esilio. L'opera circolava segretamente negli Stati italiani come testo di formazione patriottica. Dall'indice: Capo I. L'ordinamento politico presente dell'Italia non è buono; Capo II. Di quattro ordinamenti sperati - e prima del regno d'Italia; Capo III. Di un regno d'Italia austriaco; Capo IV. Delle repubblichette; Capo V. Della considerazione degli Stati presenti; Capo VI. La confederazione è impossibile finché una gran parte d'Italia è provincia straniera; Capo VII. Breve storia dell'impresa d'indipendenza, proseguita sempre, non compiuta mai per XIII secoli; Capo VIII. Eventualità future dell'impresa; Capo IX. L'eventualità più promettitrice; Capo X. Come si possano aiutare i principi italiani; Capo XI. Come si possano aiutar tutti gli italiani; Capo XII. Breve storia del progresso cristiano; Capo XIII. Il progresso cristiano presente, ed accrescimento che ne viene a tutte le speranze italiane; Appendice. Se e come sia sperabile una lega doganale in Italia; Nuova appendice. A molte critiche una risposta: fatti nuovi. Cfr. Iccu e per le vicende bibliografiche delle Speranze d'Italia Caddeo, pp. 42-46.
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