Codice penale pel Granducato di Toscana - Regolamento di polizia punitiva - 1853 (prima edizione)
 350
richiesta informazioni

Codice penale pel Granducato di Toscana - Regolamento di polizia punitiva - 1853 (prima edizione)

Codice penale pel Granducato di Toscana. Firenze, nella Stamperia Granducale, 1853.

Pp. vi, 186. Unito a: Regolamento di polizia punitiva pel Granducato di Toscana. Firenze, nella Stamperia Granducale, 1853. Pp. viii, 80. Due distinte opere in un volume di cm. 23. Legatura strettamente coeva in mezza pelle con titoli in oro su tassello al dorso. Trascurabili segni del tempo. Esemplare nel complesso fresco e ben conservato. Il Codice penale toscano del 1853 fu promulgato da Leopoldo II per il Granducato di Toscana e sostituì il precedente "Codice leopoldino" del 1786. Rappresentò uno dei testi più avanzati dell'epoca e influenzò il successivo Codice Zanardelli del 1889. La pena di morte tornava a essere applicata, infatti il Granducato di Toscana era stato il primo Stato europeo ad abolirla con il Codice leopoldino del 1786. La pena capitale sarà nuovamente abolita nel 1859 dal governo provvisorio toscano, poco prima dell'annessione della Toscana al nascente Regno d'Italia. Per il resto il Codice privilegiava la pena detentiva del carcere: il 20 giugno 1853 fu emanato anche un Regolamento carcerario, che prevedeva la pena come mezzo di rieducazione del reo. Lo sciopero di per sé era depenalizzato mentre le pene per i reati politici, la falsificazione di monete e l'infanticidio erano alleggerite. Non era previsto il reato di lesa maestà. Nel complesso il Codice toscano si presentava in linea con le tendenze più avanzate dell'epoca in campo penalistico. Non comune e ricercata prima edizione. Si segnala, a testimonianza dell'importanza della fonte e di questa edizione, la ristampa Cedam del 1993. Cfr. Iccu.

 350
richiesta informazioni

Altri libri per "diritto" o "diritto penale"