Giuseppe Sacchini - Evoluzioni di brigata e corpi di truppe - 1853 (prima edizione autografata)

SACCHINI GIUSEPPE.  Evoluzioni di brigata e maggiori corpi di truppe combinate coll'artiglieria desunte dal regolamento di manovre austriaco e ridotte ad uso delle rr. truppe parmensi. Parma, dalla Tipografia Reale, 1853.

Cm. 24,5, pp. xiv, 158. Con 14 tavole ripiegate f.t. la prima delle quali tripartita (schemi e formazioni di battaglia). Suggestiva dedica autografa dell'Autore al Capo Squadrone conte di Vogoleno Paolo Douglas-Scotti, comandante la Seconda Compagnia delle RR. Guardie del Corpo di Piacenza. Legatura coeva in mezza pelle con titoli e filetti in oro al dorso. Minimi segni del tempo alla legatura, peraltro esemplare freschissimo, ad ampi margini e stampato su carta forte. Il generale Giuseppe Sacchini (1778-1849), originario di Cremona, fu ammirato da Napoleone Bonaparte ed è considerato come una delle figure militari più importanti del nostro Risorgimento. Nella disastrosa ritirata napoleonica di Russia permise, alla testa di un gruppo di italiani, a quel che rimaneva della Grande Armata di sfuggire all'accerchiamento. Fu con Napoleone in tutte le battaglie, ad Austerlitz come a Jena, a Smolensk come a Borodino. Sacchini è stato uno dei primi giovani lombardi che, catturati dallo spirito della Rivoluzione francese, ne aveva tratto spunto e speranza per dare inizio al Risorgimento italiano, fino ad inseguire il sogno dell'indipendenza nazionale su tutti i campi di battaglia fino al 1848. La sua carriera militare era stata precocissima: dopo essersi arruolato volontario nell'Armata d'Italia, guidata da Napoleone Bonaparte a partire dal 1794 per combattere contro l'Ancien Régime austriaco, si era subito distinto nella battaglia del ponte di Arcole nel novembre 1796, in quella di Rivoli nel gennaio successivo, alla fortezza di Mantova, sul Tagliamento, nella battaglia dell'aprile 1799 a Cassano d'Adda e nell'agosto a Novi. Seguì Murat nell'estremo tentativo di difendere l'indipendenza italiana dopo la sconfitta di Napoleone, gli venne risparmiata la vita ed anzi pare che gli austriaci gli offrissero il grado di generale; rifiutò ogni incarico e rimase a vivere poveramente a Cremona finché, allo scoppio della Rivoluzione del 1848, assunse il comando della Piazza di Cremona in nome del Libero Governo Provvisorio; alla sconfitta della Rivoluzione si rifugiò a Moncalvo d'Asti in Piemonte, ove poco dopo morì. Rarissima prima e unica edizione (2 sole copie censite in Iccu).

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