Lippi - Qualche cosa intorno ai volcani in seguito di alcune idee geologiche - Napoli 1813 (raro)
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Lippi - Qualche cosa intorno ai volcani in seguito di alcune idee geologiche - Napoli 1813 (raro)

LIPPI CARMINANTONIO.  Qualche cosa intorno ai volcani in seguito di alcune idee geologiche. All'occasione dell'eruzione del Vesuvio del 1 gennajo 1812. Napoli, presso Domenico Sangiacomo, 1813.

Cm. 17,5, pp. 167 (1). Bella legatura coeva in mezza pelle con titoli e ricchi fregi in oro al dorso. Fioriture/arrossature sparse, inevitabili nella carta napoletana del tempo. Alone rossastro alle ultime 4 carte che non ostacola in alcun modo la fruibilità del testo. Esemplare nel complesso genuino e in buono stato di conservazione. Carminantonio Lippi (Casal Velino 1760 – Napoli 1823) fu mineralogista, geologo e innovativo vulcanologo. Poco si conosce della sua formazione accademica. Insieme con Matteo Tondi, Giovanni Faicchio, Giuseppe Melograni, Vincenzo Raimondini e Andrea Savaresi, fece parte di quel gruppo di sei giovani studiosi che, su iniziativa di Maria Carolina d'Asburgo-Lorena, furono inviati a raccogliere esperienze internazionali in Europa – Regno Unito e Impero asburgico – nell'ambito della politica di apertura e rinnovamento culturale del Regno di Napoli, di cui la regnante si faceva promotrice. L'esperienza di studio e di viaggio del Lippi in Europa durò un decennio. Le collezioni mineralogiche riportate nel regno di Napoli andarono a costituire il nucleo iniziale che permise la creazione, con decreto reale del febbraio 1801, del Museo di mineralogia dell'Università di Napoli. Questo interessante e famoso saggio, presentato alla Regia Accademia delle Scienze di Napoli di cui era membro, è dedicato alle eruzioni vulcaniche del Vesuvio avvenute nel 79 d.C. Nello studio, andando contro la tradizione pliniana, Lippi avanzava l'ipotesi eterodossa secondo cui il seppellimento delle due città fosse dovuto ad alluvioni piuttosto che all'eruzione del Vesuvio. Molti membri e scienziati dell'Accademia non credettero alle sue tesi. L'ambiente dell'accademia, impregnato di cultura erudita e tradizionalista, dava credito unicamente alla testimonianza letteraria di Plinio il Giovane e non alle argomentazioni sperimentali di Lippi. Solo il Prof. Matteo Tondi, amico e scienziato al tempo stesso, suo compagno ai tempi del tour europeo, prese le sue difese davanti alla commissione dell'Accademia, sostenendo la necessità di approfondire la tesi, e sostenendo così l'ipotesi dell'alluvione avanzata da Lippi. La commissione accademica decise infine che non era il caso di indagare oltre. Con le conoscenze che abbiamo oggi, possiamo dire che le incongruenze rivelate dal Lippi erano fondate. Il disastro naturale infatti è stato provocato, come Lippi aveva chiaramente spiegato, dalla caduta di flussi piroclastici in forma di nube ardente, travolgendo ogni cosa. Rarissima prima edizione.Cfr. Iccu.

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