La prima opera a stampa di Silvio Pellico: Francesca da Rimini - Novara 1818 (rara prima edizione)
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La prima opera a stampa di Silvio Pellico: Francesca da Rimini - Novara 1818 (rara prima edizione)

PELLICO SILVIO.  Francesca da Rimini. Tragedia. Londra (ma Novara), s.n. (ma Tipografia di Giuseppe Rasario), 1818.

Cm. 22,5, pp. 68. Brossura editoriale. Etichetta di biblioteca privata nobiliare applicata al verso del frontespizio. Piccolo restauro alla parte bassa piatto anteriore della brossura e dorso professionalmente consolidato. Esemplare nel complesso marginoso e ben conservato. Prima edizione della tragedia "Francesca da Rimini", nonché la prima opera a stampa (sebbene non autorizzata dall'Autore) di uno scritto di Silvio Pellico. La singolare vicenda di questa edizione è stata approfondita dal bibliografo Marino Parenti, (Bibliografia delle opere di Silvio Pellico, Firenze, Sansoni 1952) che ricorda come essa "fu fatta stampare dal Conte Porro Lambertenghi senza il consenso del Pellico; il quale anzi aveva già autorizzato Lodovico di Breme a pubblicare la tragedia, seguita dalla traduzione del "Manfredo" di Byron e preceduta da una prefazione del conte di Breme stesso. La cosa diede luogo a un dissido fra il Porro e il Di Breme, che fu chiuso soltanto con la consegna da parte del Porro di tutte le copie dell'edizione novarese destinate ad essere distrutte o, almeno, sepolte per qualche anno.È probabile che tutte le copie siano state spedite a Milano dopo la soppressione di ogni indicazione tipografica e con la falsa data di Londra; ma non è dato stabilire se tale modifica sia avvenuta prima o dopo la stampa. Certamente la rarità delle copie con l'indicazione tipografica è tale che io non ho potuto rintracciarne che una copia, ora nella mia collezione ... la falsa data di Londra fu apposta per poter, appunto, introdurre l'edizione nel Lombardo-Veneto". Sulla vicenda scrisse il Pellico in due lettere al fratello Luigi in data 28 gennaio e 28 febbraio 1818. Nello stesso anno, poco più tardi, fu pubblicata a Milano dal tipografo Giovanni Pirotta, l'edizione autorizzata dall'autore, e curata dall'abate Conte Lodovico di Breme. Cfr. Iccu; Parenti, Bibliografia delle opere di Silvio Pellico, nn. 3 e 4; Parenti, Prime edizioni Italiane, p. 395; Biancardi-Francese, Prime edizioni italiane, p. 345.

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