Vincenzo Cuoco - Platone in Italia - Milano 1806 (rara prima edizione con inserto manoscritto)
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Vincenzo Cuoco - Platone in Italia - Milano 1806 (rara prima edizione con inserto manoscritto)

CUOCO VINCENZO.  Platone in Italia. Traduzione dal greco. Milano, presso Gio. Pietro Giegler, 1806.

Tre volumi di cm. 19, pp. (8) 296; 302 (2); (4) 281 (1), xxiv (4). Con una carta geografica ripiegata f.t. raffigurante la «città di Taranto». Esemplare impreziosito da un manoscritto di quattro pagine (inserito tra le pagine 44 e 45 del secondo tomo) che riporta in nitida calligrafia il brano su Nicorio che l'Autore escluse dalla pubblicazione per non destare le rimostranze del letterato contemporaneo preso di mira (Vincenzo Monti?) e i conseguenti interventi censori. Bellissima legatura coeva in mezza pelle con punte e titoli in oro su doppio tassello in pelle rossa. Piatti rivestiti di carta policroma, tagli colorati in giallo e segnacoli in seta azzurra. Esemplare ad alta collezione, immacolato e stampato su carta fine di grande qualità. In questo romanzo filosofico Vincenzo Cuoco (1770-1823), esule a Milano dopo essere fuggito da Napoli perché coinvolto nei moti rivoluzionari del 1799, finge di avere tradotto un antico manoscritto greco fortunosamente ritrovato a Eraclea nel 1774. L'opera ebbe grande successo e numerose ristampe e traduzioni. «Le vicende del viaggio di Platone e Cleobolo (alter ego di Cuoco) in Magna Grecia costituiscono una cornice narrativa entro la quale l'autore raccoglie materiali eterogenei: rappresentazioni di luoghi, personaggi, stati d'animo; frammenti di storia delle antiche popolazioni italiche; abbozzi di filosofia; dissertazioni sulle istituzioni, leggi, costumi e arti dell'Italia preromana. I contemporanei intesero l'allegoria e lessero il "Platone" come un opera politica e patriottica, accogliendola con un favore che è testimoniato dal succedersi delle edizioni nei primi decenni del secolo. La pubblicazione diede al Cuoco grande fama e consensi. Egli corrispondeva con personalità italiane e straniere: era stimato e ascoltato dal giovane Manzoni, ebbe rapporti cordiali con il Monti (Parenti). Seconda emissione della prima edizione. Il primo e il secondo tomo della edizione originale del Platone in Italia furono stampati a Milano dal tipografo Agnello Nobile con la data di stampa 1804; ma nel 1806 l'Autore pubblicando il terzo e ultimo tomo preferì affidare la distribuzione della sua opera all'editore-libraio Pietro Giegler, e questo decise di porre in vendita anche i due precedenti tomi ancora inesitati sotto il suo nome, procedendo alla sostituzione delle sole due prime carte contenenti l'occhietto e i frontespizi. Questo esemplare è reso particolarmente interessante dall'inserimento di quattro pagine nitidamente manoscritte che riportano il testo di un brano del romanzo fortemente polemico nei confronti di un letterato contemporaneo (probabilmente Vincenzo Monti) che l'Autore preferì espungere dall'edizione, e che – secondo una nota in calce alle pagine manoscritte venne incluso in tre soli esemplari dell'edizione a stampa. Cfr. anche Parenti, Prime edizioni, 177; Parenti, Rarità bibliografiche dell'Ottocento, vol. VI p. 365; Gamba 2578 «È tra le poche opere moderne che poggi sulla più sana filosofia, e che svolga materie astruse con uno stile, se non sempre puro, almeno vivace sempre e scorrevole».

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