Magnifico esemplare di dedica con legatura alle armi: Cartari - Prodromo gentilizio - 1679

CARTARI ANTONSTEFANO.  Prodromo gentilizio ovvero trattato delle armi ed insegne delle famiglie, preliminare alla Europa gentilizia. In Roma, a spese del Tinassi, 1679.

Cm. 15,5, pp. (24) 560 (4) [prima carta (anteposta all'occhitetto) e ultima (postposta alla carta di errata) bianche e presenti]. Stupenda legatura coeva alle armi della famiglia Febei, in pieno marocchino rosso con ricchissime decorazioni in oro a dorso e piatti. Tagli dorati. Si segnala lo splendido cofanetto in marocchino rosso (interni in velluto e finestra in plastica simil-vetro trasparente) realizzato dalla prestigiosa legatoria milanese De Stefanis. Trascurabili e sporadiche arrosatture, peraltro magnifico esemplare ottimamente conservato. Antonio Stefano Cartari (1651-), giurista e poligrafo nativo di Orvieto, raggiunse la massima fama grazie agli studi di araldica. Così la voce C. (a cura di Amando Petrucci in D.B.I., volume 20) a proposito di quest'opera: "Egli individuò nell'araldica e nella sigillografia i campi di interesse che gli riuscivano più congeniali, e prese a raccogliere sia sigilli originali, sia impronte, sia infine descrizioni o disegni di stemmi di famiglie nobili. Nacque così in lui il progetto, vastissimo ed ambizioso, di un repertorio generale degli stemmi di tutte le famiglie nobili europee, disegnati e descritti accuratamente; e in pochi anni il C., con accanita opera di spoglio da fonti e da testi di ogni tipo, finì per raccogliere la riproduzione di oltre ventimila stemmi. Nel 1679 egli pubblicò il volume primo e preliminare della grande opera: Prodromo gentilizio overo trattato delle armi ed insegna delle famiglie, Roma 1679, dedicato a F. M. Febei, che consiste in un vero trattato teorico-pratico di araldica, preciso e conciso nella parte tecnica, basata, per confessione dell'autore, su fonti francesi, inattendibile e abborracciato nelle parti storiche; importante appare il glossario dei termini tecnici, nonché l'indicazione di metodo volta a privilegiare le fonti antiquarie, «monete, sigilli e medaglie» in confronto di quelle scritte". Copia unica, in quanto esemplare di dedica: le armi sono di Francesco Maria Febei (1616-1680), arcivescovo di Tarso e scrittore originario di un'antica famiglia ascritta al patriziato di Orvieto. Lo stesso Febei è il destinatario della dedicatoria di Cartari. Prima edizione. Così Piantanida (260): "Rara ediz. probab. orig. di questo trattato diviso in cinque libri (Spreti, Saggio di Bibliogr. araldica, p. 36)". Cfr. anche Iccu.

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