Osservazioni sulla luna: Giovanni Pindemonte - Discorsi accademici - Verona 1674 (prima edizione)

PINDEMONTE GIOVANNI.  Discorsi accademici … Alla S.C.R. maestà dell'imperatrice Eleonora. In Verona, per Gio. Battista Merlo, (1674).

Cm. 25, pp. (56) 730 + 1 c.b. Con una bella antiporta incisa in rame fuori testo; capilettera ornati, bei finalini e numerose testatine xilografiche. Graziosa legatura novecentesca in mezza pergamena con titoli manoscritti al dorso e ampie punte; carta marmorizzata ai piatti. Alone all'occhietto e in modo trascurabile al margine interno delle prime e ultime carte. Esemplare fresco e ben conservato, ancora in barbe e stampato su carta forte. Giovanni Pindemonte, marchese veronese vissuto nel XVII secolo, fu giureconsulto e criminalista. Diede alle stampe, oltre a questi Discorsi, solo tre opere: “Panegirico della cicala di Anacreonte” (1673), “Orationi criminali e panegiriche” (1679) e “Oratione di Giovanni Pindemonte giuresconsulto” (1643). Quest'opera, l'ultima pubblicata dell'Autore veronese, è divisa in diciotto discorsi. Dall'indice: “Che si possano generare, come rane, uomini dalla terra”, “Che sia habitata la luna”, “Che la luna non sia habitata”, “Dell'essenza dell'amore”, “Della lingua, & Ortografia Toscana”. Molto interessanti i numerosi capitoli di taglio astronomico-cosmografico dedicati alla possibilità che la luna possa essere o meno abitata. Così Piantanida (3492): “Interess. le osservazioni lunari (in gran parte fantasiose), solari (macchie del sole), astronomiche, cosmografiche, magiche, amorose, i riferimenti a mostri immaginari, ecc. ecc. Ediz. orig., prob. unica”. Rarissima prima e unica edizione. Cfr. anche Iccu.