Tallier - Nuovo plico d'ogni sorta di tinture arricchito di rari segreti 1679 (rara prima edizione)
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Tallier - Nuovo plico d'ogni sorta di tinture arricchito di rari segreti 1679 (rara prima edizione)

TALLIER GALLIPIDO (PSEUDONIMO DI PADRE ALBERTOLI).  Nuovo plico d'ogni sorta di tinture, arricchito di rari, e bellissimi segreti per colorire animali, vegetabili, e minerali. Raccolti da Galipido Tallier, e dati in luce dal medesimo a benefizio comune. In Bologna, per il Longhi, s.a. (1679) [così la scheda ministeriale a proposito della datazione: "per la data presunta di stampa, 1679, cfr. Copac"].

Cm. 14, pp. 167 (1). Legatura antica in cartonato ricoperto da bella carta decorata d'epoca con titoli manoscritti lungo il dorso; tagli spruzzati. Carta di guardia anteriore assente. Trascurabili segni del tempo alla legatura, peraltro esemplare nel complesso fresco e ben conservato, caratterizzato da carte nitide. Interessantissimo libro di segreti di chimica finalizzati nella fattispecie alla realizzazione di colori, vernici, inchiostri, ricette per lacche (lacca di Fra' Galgario), saponi, polvere da sparo, fuochi d'artificio, dettagli per l'incisione su rame, ricette alchemiche per la cura delle malattie, etc. L'autore , celato dietro lo pseudonimo di “Galipido Tallier” – sarebbe Padre Albertoli, un domenicano bolognese. Egli sintetizzava, un po' semplificandolo, un genere letterario cinquecentesco, una sorta di letteratura tecnico-scientifica a larga diffusione, i libri dei Segreti, ricettari ad amplissimo spettro che spaziavano dalla medicina alla siderurgia. Padre Albertoli ha scelto probabilmente fin dal titolo un doppio livello, un primo che stupisce gli ingenui e fa sorridere compiaciuti i lettori più avanzati, fatto di ricette che al suo tempo sono volut mente paradossali, un secondo dove si riassumono pratiche correnti di uso domestico e si illustrano a fini didascalici le attività artigiane. Questi aspetti coinvolgono trasversalmente anche i pratici. Rarissima prima edizione di un'opera stampata fino alla prima metà dell'Ottocento. Lo stampatore e tipografo arcivescovile Giuseppe Longhi (1620-1691), fu attivo a Bologna dal 1650 al 1691, anno in cuì morì. Cfr. Iccu [la nostra copia è identica e conforme a quella della Biblioteca di Cremona digitalizzata in “Google libri”].

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